CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

copia di contratto industria19 gennaio 2017. La Federazione Industria della CSU è d’accordo sulla proposta di rivedere gli incentivi alle aziende avanzata dal Segretario di Stato al Lavoro:“Occorre anche prevedere che i relativi costi siano posti a carico della fiscalità generale, e non solo su una parte dei contribuenti. Vanno altresì introdotte garanzie contro abusi e insolvenze”

“È senz'altro doveroso – affermano i segretari industria Enzo Merlini (CSdL) e Giorgio Felici (CDLS)- fare una ricognizione dei costi sostenuti per gli incentivi alle aziende che assumono personale e una valutazione dei loro effetti. Oltre che porre tutti i disoccupati sullo stesso piano, vanno apportati correttivi non solo sulle quantità e sulle modalità per l'erogazione degli incentivi, ma anche nella selezione delle aziende cui vanno rivolti. Troppo spesso infatti il recupero degli incentivi nei confronti delle aziende inadempienti naufraga miseramente quando ci si trova di fronte a società senza capitali o garanzie dei soci su cui rivalersi”

Va rivisto, continuano Merlini e Felici, anche il finanziamento degli interventi:“Attualmente la gran parte dei costi per tali incentivi grava infatti sul Fondo per gli Ammortizzatori Sociali, cui lo Stato contribuisce in misura minimale, in quanto il carico preponderante è imposto alle imprese con dipendenti ed ai lavoratori del settore privato, oltre ad una parte di quelli pubblici. Tale Fondo è in passivo da quando è iniziata la crisi, in quanto ha dovuto fornire sostentamento agli innumerevoli lavoratori licenziati o posti in Cassa Integrazione, anche se nel 2016 la situazione ha mostrato segnali di miglioramento”

Passivo, sottolineano, coperto dalla Cassa di Compensazione, ove sono confluiti gli attivi degli anni antecedenti la crisi e dove confluiscono tuttora gli attivi dei Fondi per gli assegni familiari e per l’indennità di malattia, infortunio e maternità.

“Il saldo della Cassa di Compensazione è sceso dai 68 milioni del 2011 ai 40 milioni del 2015, principalmente a causa del prelievo stabilito dalle leggi di Bilancio per il finanziamento del settore socio-sanitario e degli incentivi di cui stiamo parlando. Interventi, questi ultimi, che sono entrambi di interesse pubblico, per cui ribadiamo che i relativi costi vanno posti a carico della fiscalità generale, e quindi del bilancio pubblico, e non devono gravare solo su di una parte dei contribuenti”.

Confidiamo, concludono i segretari FLI-CSU, “di poterci confrontare presto con il Segretario di Stato Per l'Industria e Lavoro Andrea Zafferani per condividere le modalità ed i tempi al fine di concretizzare in maniera trasparente e concertata le intenzioni annunciate”.

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