CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

eurosciopero27 marzo 2017. Solo attraverso il dialogo sociale si può costruire un'Europa democratica dei popoli, senza muri e disuguaglianze sociali. Molti i punti dell'odg affrontati nei giorni scorsi dall'Esecutivo della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) al summit di Malta, a cui hanno partecipato, per le Confederazioni Sammarinesi, il Vice Segretario CSdL Gilberto Piermattei e il Segretario Generale Aggiunto CDLS Mirco Battazza.

Elemento centrale della discussione è stato il dialogo sociale; un metodo che prevede il confronto e la concertazione, che purtroppo viene sostanzialmente ignorato da molti stati e governi europei. D'altronde nel libro bianco pubblicato dalla Commissione Europea, è scomparsa quasi completamente le parola sociale: una inversione di tendenza molto pericolosa, rispetto al precedente libro bianco di Jacques Delors, che inficia quella visione dell'Europa basata sulla dimensione sociale e sulla lotta alle disuguaglianze.

Ma tutto ciò non ha scoraggiato i rappresentanti dei 50 milioni di lavoratori uniti nella CES, che hanno voluto inserire nella discussione il dialogo sociale, accanto a temi come la crescita dei salari dei lavoratori europei, la ripresa degli investimenti nelle infrastrutture per rilanciare il lavoro dignitoso e per mettere i giovani e i lavoratori nelle condizioni di costruire un'Europa dei popoli, di ridurre le disuguaglianze sociali, per favorire l'abbattimento dei muri e aprirsi al cambiamento e all'accoglienza.

Durante l'Esecutivo CES erano in corso le elezioni in Olanda, in cui si confrontava una società spaccata in due; tra chi professa e alimenta l'odio e la divisione, e chi sostiene un'Unione Europea basata invece sulla inclusione sociale e sul superamento delle disparità. La CES ha accolto il risultato finale di questa sfida elettorale con un grande applauso; ha prevalso chi porta avanti un'idea di unità dei popoli europei, e non di scontro e divisione.

Tutto ciò è rafforzato da una realtà: pur nel contesto della guerra fredda, per 70 anni i popoli che hanno aderito alla Comunità Europea non si sono odiati e hanno scongiurato sconfitti devastanti, come quelli della prima e seconda guerra mondiale. I punti in discussione al summit di Malta saranno rilanciati con forza nell'incontro che tutti i sindacati europei avranno a fine maggio a Roma in occasione della Conferenza CES di metà mandato, con l'obiettivo di far sì che i temi affrontati siano ripresi nel confronto con la commissione Europea e con le imprese, e affinché gli Stati nazionali e i governi tornino ad adottare il metodo del dialogo sociale.

L'importanza del dialogo sociale è stata sottolineata nell'appassionato intervento del primo ministro maltese Joseph Muscat, il quale, nel suo discorso interrotto numerose volte dagli applausi della platea sindacale, ha ribadito che i risultati ottenuti da Malta (crescita economica ed occupazionale) sono il frutto proprio di un'ampia e costruttiva relazione con le parti che rappresentano i lavoratori e le imprese.

In sostanza ha voluto sottolineare come il dialogo sociale sia l'elemento portante che ha permesso di rilanciare l'economia del suo Stato, e che deve rappresentare un esempio per tutti i Governi europei. La dimensione sociale è imprescindibile per la crescita economica, per far sì che le disuguaglianze possano ridursi e per bloccare ogni forma di populismo, individualismo e xenofobia, partendo da un valore imprescindibile: l'accoglienza.

Nel suo intervento il primo Ministro maltese ha voluto ribadire la sua appartenenza alla famiglia socialdemocratica, ma al contempo ha sottolineato che ciò che conta, più che la stessa appartenenza, è l'essere accomunati dalla volontà di superare i muri ideologici, facendo così prevalere il buon senso e il bene comune.

Vanno affermate le idee che conducono al dialogo sociale, partendo dal concetto che le imprese che investono nel futuro e nella tecnologia devono essere accompagnate da una crescita dei propri lavoratori, in termini di conoscenza ed evoluzione professionale. Gli interventi delle Confederazioni maltesi hanno confermato in pieno i contenuti e i principi espressi dal primo Ministro maltese

Pertanto, per le forze sindacali e le imprese si pone la necessità di evitare arretramenti nelle condizioni di lavoro, per far sì che le società e gli stati europei possano evolversi verso un futuro senza guerre, senza muri, senza disuguaglianze sociali, accogliendo le persone che nel mondo sono costrette alla miseria e alla umiliazione.

Le Confederazioni Sammarinesi, che hanno partecipato ai lavori, condividono pienamente le parole del primo Ministro maltese Muscat. In tal senso, per CSdL e CDLS è indispensabile che anche a San Marino si creino tutti i presupposti affinché si affermi il metodo del dialogo sociale. Ciò, attraverso una crescita culturale che conduca tutte le parti a creare un rapporto solidale e di condivisione delle scelte, per far sì che il lavoro dignitoso e professionalizzato sia l'elemento di congiunzione tra la piccola realtà sammarinese ed il resto del continente europeo.

Anche nel nostro paese occorre consentire ai giovani di restare, investendo in formazione, conoscenza e tecnologia, educando i cittadini ai valori dell'uguaglianza dei diritti e dell'accoglienza, che restano le basi fondamentali per la convivenza pacifica dei popoli europei.

Gilberto Piermattei - Vice Segretario CSdL
Mirco Battazza - Segretario Generale Aggiunto CDLS

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