CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

riforma labirinto28 aprile 2017. Una forte richiesta di trasparenza, di coinvolgimento delle parti sociali nel far ripartire lo sviluppo del paese e di massima tutela dei fondi pensionistici e dei risparmi dei cittadini nel quadro del risanamento del sistema bancario, è emersa con estrema determinazione dalla riunione di oggi dei Direttivi Confederali e di Federazione di CSdL e CDLS presso la sala Montelupo di Domagnano.

I Direttivi hanno stigmatizzato lo scarso coinvolgimento del sindacato da parte dell'Esecutivo, che non ha messo per nulla in atto il metodo della concertazione, e la pressoché totale mancanza di comunicazione sulla situazione di grave difficoltà del sistema bancario.

A questo proposito, le Confederazioni vogliono conoscere quel è il progetto che il Governo sembra aver predisposto per mettere in sicurezza il sistema bancario, per avere il necessario quadro di riferimento a tutela dei lavoratori occupati e delle risorse dei cittadini, ed esigono che sia fatta la massima trasparenza sugli NPL, rendendo pubblici i nomi dei debitori e mettendo in atto tutte le iniziative possibili per recuperare questi ingenti capitali.

I Direttivi hanno ribadito che quello del sistema bancario, assieme al rilancio dell'economia e dell'occupazione, è il problema centrale per San Marino. Senza un sistema bancario solido e risanato, non è possibile disporre delle risorse finanziarie per far ripartire l'economia e l'occupazione.

È indubbio che il sistema creditizio abbia necessità di essere rifinanziato e ricapitalizzato; è quindi necessario sapere in che modo l'Esecutivo intende farlo e con quali risorse. Nel caso poi di un intervento pubblico, è necessario conoscere in quale misura e con quali modalità lo Stato intende intervenire. In tal senso è stato paventato dall'Esecutivo un ricorso all'emissione di titoli del debito pubblico, senza fornire però elementi di conoscenza; ipotesi questa che avrebbe come immediata conseguenza l’aumento del debito dello Stato.

Problematica estremamente delicata è quella dei fondi pensione, investiti nella banche sammarinesi, che ammontano a circa 415 milioni di euro per il primo pilastro. La CSU sente una forte responsabilità verso queste risorse che sono dei lavoratori e dei pensionati, e rivendica le garanzie più elevate.

Garanzie che devono essere ancora maggiori nel caso delle risorse, circa 30 milioni di euro, investite in Asset Banca, sottoposta a commissariamento. Da parte del Congresso di Stato queste garanzie fino a questo momento sono state formulate attraverso una delibera approvata dallo stesso Esecutivo nella giornata di martedì, nella quale il Governo si impegna a trovare idonei strumenti tecnici per fornire la garanzia dello Stato sugli investimenti effettuati dal fondo pensioni nel sistema finanziario sammarinese, impegnando altresì lo Stato ad intervenire a salvaguardia di tali fondi.

Riguardo alla vicenda Asset e all'intera questione dei fondi pensione, nel prendere atto della volontà politica del Congresso di Stato di fornire garanzie, restiamo comunque in attesa di conoscere le soluzioni e gli strumenti tecnici che verranno effettivamente adottati per salvaguardare al meglio i 30 milioni di euro investiti in questa banca e le altre risorse dei fondi pensione allocati nel sistema bancario sammarinese. Una proposta che il Governo è impegnato a presentare nella stessa giornata di domani, e sulla quale la CSU esprimerà le più opportune valutazioni.

Una cosa è emersa con forza: le risorse dei fondi pensioni devono avere le massime garanzie. La CSU non è disponibile a fare sconti a nessuno. In quelle risorse c'è il nostro futuro.

Rispetto alla Cassa di Risparmio, che di fatto è di proprietà pubblica, i Direttivi CSU hanno rilanciato con forza la richiesta, finora inascoltata, di entrare a fare parte del Consiglio di Amministrazione, proprio in virtù dell’importante ruolo sociale e di rappresentanza di una significativa fetta di cittadini.

Di fronte ad uno scenario che prevede una profonda ristrutturazione di tutto il sistema, in cui dovrebbero affiancarsi un polo pubblico e uno privato, la CSU si fa carico delle preoccupazioni dei circa 650 dipendenti occupati negli istituti di credito. Per svolgere il proprio ruolo contrattuale e di rappresentanza dei lavoratori, anche in questo caso occorre conoscere quale sarà il futuro assetto del sistema bancario.

La proposta di Legge sullo sviluppo presentata dal Governo prevede contenuti estremamente critici, ad iniziare dall'aumento della contribuzione in caso di nuove assunzioni di frontalieri, che ha sollevato un generale coro di proteste dentro e fuori San Marino. La CSU rivendica il confronto e l'accoglimento delle proprie richieste di modifica e integrazione inviate al governo da tempo.

Sull’applicazione della recente legge sulla Rappresentatività, la CSU rivendica un atteggiamento più positivo da parte del Congresso di Stato, che deve garantire al più presto la piena operatività di questa importante normativa.

Altre esigenze messe in luce, sono quelle di consolidare e rafforzare la riforma tributaria, potenziando lo strumento della Smac; definire al più presto le scelte sull'IGC; adottare le più efficaci politiche di consolidamento dello Stato Sociale, di cui sanità e previdenza sono i pilastri fondamentali, ribadendo l'urgente necessità di riformare complessivamente il sistema pensionistico, per assicurare nel tempo la tenuta e l’equilibrio economico dei fondi pensioni.

L'azione della CSU prosegue con la prossima convocazione dell'Attivo generale dei Quadri e iniziative di informazione e coinvolgimento dei lavoratori e della cittadinanza.

 

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