CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

euro freccia24 maggio 2017. Qualunque tentativo di sequestrare i fondi pensione per ricapitalizzare le banche incontrerà la più dura opposizione della CSU, che farà tutto quanto in suo potere per difendere queste risorse dei lavoratori e dei pensionati Si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri l'incontro tra la CSU e la Segreteria di Stato per le Finanze sulle risultanze degli AQR.

Prima di entrare nel merito dell'argomento, il Segretario Celli ha affermato che le soluzioni alle problematiche del sistema bancario saranno assunte con il confronto e l'accordo con le parti sociali. Ha altresì proposto l'istituzione di un tavolo di confronto permanente Governo-Sindacato sullo stesso sistema bancario, tavolo che per la CSU dovrà riguardare anche le tematiche dello sviluppo.

Una proposta a cui la CSU ha risposto positivamente, a condizione che da parte del Governo vengano dette le cose come stanno.. Il Segretario di Stato ha quindi consegnato un documento che in sostanza è una sintesi della sua relazione nella seduta del Consiglio della scorsa settimana sulle prospettive generali del sistema bancario.

Circa gli AQR, è stato usato un metodo basato sugli stessi criteri per tutti; è emerso che la necessità di ricapitalizzazione degli NPL per le banche sammarinesi ammonta a 486 milioni se si tiene conto dei parametri internazionali, mentre ammonta a 260 milioni se si considerano le norme attualmente in vigore a San Marino. Dell'ammontare complessivo del NPL, il 50/60% è di Cassa di Risparmio.

La ricapitalizzazione del NPL sarà affidata ad una Bad Bank pubblica: la CSU ritiene che sia preferibile una Bad Bank mista pubblico-privato, per meglio gestire i crediti deteriorati delle aziende private. Il Segretario per le Finanze ha quindi dichiarato che la Centrale dei Rischi verrà istituita nel prossimo autunno.

Circa la situazione di Asset, ha confermato che sarà assorbita da Cassa di Risparmio, e che la prossima settimana questo istituto di credito riprenderà in parte la propria operatività. Alla ennesima richiesta della CSU di garantire la liquidità dei 31 milioni di euro di fondi pensioni allocati in Asset Bank attraverso una fidejussione bancaria di Carisp, il Segretario di Stato ancora una volta non ha risposto.


Pertanto la CSU, nel rilanciare la sua richiesta, ha ribadito che il decreto del Governo che prevede l'accollo cumulativo, non dà nessuna garanzia circa la liquidità dei 31 milioni.

La perdita di capitale di Cassa di Risparmio è stata quantificata in 77 milioni, perdita causata dalla svalutazione del gruppo Delta. Non è stato tuttavia specificato a quanto ammonta la stessa svalutazione e in relazione a quale massa totale. La CSU ha chiesto di sapere con chiarezza se e in che modo il ripristino di questo capitale avrà ripercussioni sul bilancio di assestamento di quest'anno o sul bilancio dello Stato del prossimo anno; dal Segretario di Stato sono arrivate solo risposte generiche ed evanescenti che non fanno nessuna chiarezza.

Sulla ricapitalizzazione del sistema bancario, negli ultimi mesi sono state indicate tre possibili direttici di fondo: la possibilità di emissione di titoli del debito pubblico, strada questo che si è riscontrata non percorribile - come la CSU ha da sempre sostenuto - in quanto San Marino non ha un mercato azionario e si tratterebbe di titoli non negoziabili, quindi impossibili da collocare in qualsiasi mercato finanziario.

Altra strada ipotizzata è il ricorso ad interventi del Fondo Monetario Internazionale o a Fondi sovrani, ma si tratta di ipotesi del tutto astratte e senza nessuna concretezza. La terza, quella su cui il Governo è decisamente orientato, e che corrisponde ad una voce che circola da mesi, è quella di ricorrere alle risorse interne presenti nelle banche.

Poiché le uniche risorse attive sono quelle dei fondi pensioni, ovvero la riserva tecnica del primo pilastro previdenziale, che ammonta a circa 415 milioni di euro, è fin troppo facile dedurre che sono proprio queste le risorse su cui si intende mettere le mani per rifinanziare il sistema bancario.

La CSU fa sapere fin d'ora che qualunque tentativo di appropriarsi indebitamente di queste risorse - che appartengono ai lavoratori e ai pensionati e che sono frutto di decenni di attenta e responsabile gestione - incontrerà la più dura opposizione da parte del movimento dei lavoratori, che farà tutto quanto in suo potere per tutelare questi fondi nella loro interezza.

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