CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

bancari arrabbiati8 giugno 2017. Con una notevole partecipazione di pubblico si è svolta ieri sera presso la sala Montelupo di Domagnano la conferenza organizzata dalla Centrale Sindacale Unitaria sul tema "Banche, quale futuro". Sono intervenuti i Segretari Generali di CSdL e CDLS rispettivamente Giuliano Tamagnini e Riccardo Stefanelli, il Segretario di Stato per le Finanze Simone Celli, Mario Venturini, rappresentante di Repubblica Futura, Giancarlo Venturini, Consigliere PDCS, Elena Tonnini, Consigliere di Rete.

Quella che la CSU ha voluto creare ieri sera, era un'occasione di confronto e di dibattito nel merito dei progetti e delle proposte per individuare, in un clima comunque di serenità e di coesione, condizione questa di cui ha forte necessità il paese, le soluzioni più adeguate ed efficaci alla grave crisi del sistema bancario.

Questa occasione purtroppo è stata in parte sprecata, innanzi tutto per volontà di qualcuno nel pubblico che, molto interessato e coinvolto nelle vicende politiche e bancarie che hanno condotto il paese a questa gravissima situazione, e non avendo argomentazioni, ha tentato di utilizzare questa iniziativa della CSU per alimentare lo scontro politico.

Si sono registrate frequenti interruzioni e contestazioni, per lo più legate a ragioni, evidentemente, di appartenenza politica e ad interessi economici, al punto quasi di impedire di parlare ai relatori, creando un clima di minaccia proditoria nei confronti di chi esprimeva posizioni non condivise. Il tentativo di non far esprimere democraticamente ogni ospite intervenuto, sarà sempre fortemente contrastato ed impedito dalla CSU in ogni propria iniziativa: il confronto fra diversi è il sale della democrazia.

La CSU stigmatizza questo comportamento, che dimostra come nella politica e in una parte del paese prevalga ancora la logica dello scontro e dello scambio di accuse tra chi ha governato in passato e chi oggi ha responsabilità di governo perdendo di vista quello che è l'obiettivo reale: ridare solidità al sistema bancario per tutelare i risparmi dei cittadini e le risorse dei fondi pensione e per far ripartire lo sviluppo dell'economia e dell'occupazione.

Solo puntando a soluzioni condivise, attraverso il dialogo e il confronto, ricercando il coinvolgimento anche delle parti sociali, si possono compiere le scelte più efficaci e più tutelanti per i cittadini. Questo è il presupposto a cui continua ad attenersi la CSU.

Nel merito dei contenuti, ha esordito il Segretario Generale CSdL Giuliano Tamagnini, il quale ha rilevato la mancanza di governo dei processi economici negli ultimi 10 anni. Attualmente sembra che non ci sia un vero progetto per superare la crisi del sistema bancario; ogni giorno si susseguono notizie che mutano continuamente il quadro di riferimento.

Ha ricordato la vicenda dei fondi pensione: 45 milioni del secondo pilastro sono depositati in Banca Centrale, per decisione del comitato di gestione di Fondiss, mentre i 415 milioni della riserva tecnica del primo pilastro previdenziale sono allocate nelle banche sammarinesi, tra cui i 31 milioni depositati in Asset Banca. Su queste ultime risorse si concentra la preoccupazione della CSU, dato che la delibera del Governo non fornisce adeguate garanzie, non prevedendo un apposito capitolo di spesa.

Ha ribadito la domanda: i 486 milioni di euro di NPL, secondo quanto emerso dalle risultanze dell'AQR, come verranno finanziati? Il timore, visto che l'orientamento è quello di voler attingere prioritariamente alla risorse interne, è quello che possano essere utilizzate le risorse del fondo pensione, che sono di fatto la gran parte delle riserve di liquidità presenti nelle banche sammarinesi. Un'ipotesi su cui la CSU è fortemente contraria.

È fondamentale verificare le responsabilità dei management delle banche. Se vi sono responsabilità penali nei loro comportamenti, vanno accertate e perseguite, e questo è compito della Magistratura. Per rifondere dei crediti concessi occorre rivalersi anche sui beni personali dei debitori. La CSU chiede di conoscere - ha puntualizzato Giuliano Tamagnini - le prospettive occupazionali dei lavoratori del settore bancario, ribadendo che il sindacato unitario svolgerà il suo ruolo di rappresentanza e di tutela, rivendicando in primo luogo percorsi di formazione e riqualificazione per accrescere i livelli di professionalità.

Il Segretario Generale CDLS Riccardo Stefanelli ha ricordato il forte impegno della CSU sul tema della crisi delle banche, sollecitata da tanti cittadini preoccupati per i loro risparmi, facendosi promotrice di una lunga serie di incontri con le forze politiche ed economiche, con gli stessi istituti di credito fino alla Ecc.ma Reggenza. Nel paese questo argomento è stato trattato in un clima da stadio, alimentando un dialogo tra sordi.

Anche negli incontri con il Governo, ha sottolineato, il dialogo è ancora molto formale. Per cui, Riccardo Stefanelli si è appellato al Segretario di Stato alle Finanze affinché il confronto che proseguirà nel prossimo incontro di venerdì, diventi reale e molto più sostanziale, accogliendo anche il contributo delle parti sociali. La problematica delle banche non può essere gestita solo dalla politica, ma deve ricercare una collaborazione e un consenso più ampio tra i diversi rappresentanti del mondo del lavoro e della società civile.

Le domande e le richieste della CSU non hanno sostanzialmente trovato risposta. Da parte del Segretario per le Finanze Simone Celli è emerso che tutto il piano di consolidamento del sistema bancario poggia sul rilancio di Cassa di Risparmio, che secondo il Governo dovrà avere un ruolo centrale.

La CSU, nell'archiviare la conferenza di ieri, auspica fortemente che tutta la complessa e delicata questione bancaria d'ora in poi venga affrontata con uno spirito completamente diverso, in primo luogo uscendo da questo clima di scontro e di contrapposizione tra le parti e affermando il metodo del dialogo e del confronto, coinvolgendo nelle scelte anche le parti sociali nel loro ruolo di rappresentanti del mondo del lavoro e dell'economia, abbandonando da parte di tutti la pretesa di essere i soli ad avere la ricetta giusta. Solo con la coesione e mettendo l'interesse generale del paese al di sopra degli interessi di parte, si potrà vedere la luce in fondo al tunnel.

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