CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

brexitRestano problemi negoziali da risolvere per cercare di concludere la prima fase della trattativa per l’uscita del Regno Unito dall’Ue al prossimo summit dei capi di Stato e di governo, in programma il 15 dicembre prossimo.

Lo hanno fatto capire esplicitamente la premier britannica Theresa May e i presidenti della Commissione europea e del Consiglio dei governi Ue, il lussemburghese Jean-Claude Juncker e il polacco Donald Tusk, dopo i loro colloqui bilaterali a Bruxelles. Ma tutti e tre hanno manifestato la fiducia di riuscire a trovare un accordo entro la scadenza della settimana prossima.

«Ci incontreremo di nuovo prima della fine della settimana e sono fiduciosa che concluderemo questo (negoziato, ndr) positivamente», ha dichiarato May dopo un pranzo con Juncker nella sede della Commissione europea, protrattosi molto oltre il previsto principalmente a causa dei problemi legati alla definizione delle regole di confine tra l’Irlanda, che resta nell’Ue, e l’Irlanda del Nord, che ne esce insieme al Regno Unito.

A imporre a Theresa May di non confermare l’accordo sulla frontiera, considerato già quasi concluso nel livello tecnico-negoziale, sarebbero stati i suoi alleati di governo del piccolo Partito democratico unionista nordirlandese, che sono decisivi per i numeri della maggioranza e non gradiscono il mantenimento della situazione attuale di completa libertà di passaggio (temendo un progressivo allontanamento di fatto dal Regno Unito).

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Giovanni, ricercatore

Distanze superabili resterebbero nella compensazione finanziaria a carico del governo di Londra, che ha visto avvicinarsi l’offerta britannica di circa 40 miliardi verso l’obiettivo dell’Ue di arrivare vicino a 60 miliardi. Risolta appare la parte sul riconoscimento dei diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito e di quelli britannici destinati a rimanere nell’Ue.

Juncker, che rappresenta la parte tecnica della trattativa con Londra, ha ammesso che «non è stato possibile concludere un accordo completo». Ha definito May «una dura negoziatrice» e ha chiarito che l’esito del colloquio bilaterale «non è un fallimento», ma «l’inizio dell’ultimo miglio». Donald Tusk, che rappresenta il livello politico-decisionale dei governi Ue, ha ricevuto la premier britannica subito dopo e ha fatto sapere di aver cancellato il suo previsto viaggio in Medio Oriente nei prossimi giorni, per concentrarsi solo sul superamento degli ultimi problemi nella trattativa per la Brexit.

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