CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

papa francesco“In questa piazza si impasta il bene comune di tutti“. Cosi Papa Francesco in piazza del Popolo a Cesena dove sono radunate migliaia di persone. “Mi piace cominciare in piazza la mia visita a Cesena che ha dato i natali a due papi della città. La centralità della piazza dice che è essenziale lavorare tutti insieme per il bene comune. È questa la base del buon governo della città che la renda bella accogliente. La piazza richiama la buona politica, non asservita ai desideri individuali, una politica che non sia ne serva ne padrona ma amica, non paurosa, ma coraggiosa e prudente nello stesso tempo. Che faccia crescere le persone, che non lasci ai margini nessuno, che non saccheggi le risorse naturali. Questo è il vero volto della politica. Nobile forma di carità. Invito giovani e meno giovani a prepararsi e ad impegnarsi in questo campo respingendo ogni anche minima forma di corruzione. La corruzione è il tarlo della vocazione politica, non lascia crescere la civiltà. Il buon politico per essere buono ha la sua croce, deve lasciare spesso le sue idee, prendere quelle degli altri per tendere al bene comune. Il buon politico finisce di essere un martire al servizio di tutto. E questo è molto bello. Da questa piazza vi invito a considerare la nobiltà dell’agire politico a favore del popolo. Vi invito ad esigere dai protagonisti della vita pubblica coerenza, preparazione rettitudine, senza pretendere una perfezione impossibile. Andando da loro se sbagliano, non restando solo a guardare, non balconando la vita aspettando che lui sbagli. Tutti sbagliamo: si dice scusatemi ho sbagliato e si riparte.”

“Questa città come tutta la Romagna è terra di accese passioni politiche. Riscoprite il valore di questa dimensione essenziale per la vita di tutta la comunità.”

“Tutti hanno diritto di voce, specialmente bisogna ascoltare i giovani e gli anziani. I giovani perché hanno la forza di portare avanti le cose. Gli anziani perché hanno la saggezza della vita l’autorità di dire ai giovani, anche politici, gli sbagli che fanno. Il rapporto tra anziani e giovani è un tesoro che dobbiamo ripristinare. È il tempo dei giovani ma anche degli anziani, per favore andate su questa strada. Occorre rilanciare i diritti della buona politica”.

E poi il richiamo al bene dei poveri e il saluto ai malati e ai disabili in piazza “che con la loro sofferenza ci indicano la strada“.

“Mi sono alzata alle 3, che grande gioia essere qui, che regalo ha fatto alla nostra diocesi, alla Romagna” dice una signora arrivata da Savignano. È tra le migliaia affluite in piazza del popolo, sulle vie del cento storico, in Duomo per la storica visita di Papa Francesco a Cesena. Una visita che entra nel cuore della città, in un clima di gioiosa attesa. In piazza del Popolo uno strisciome recita “la Chiesa è nata in uscita“. Papa Francesco arriverà qui in papa mobile dopo essere atterrato all’ippodromo. Poi ancora per le vie della città per arrivare in Duomo e incontrare la comunità della diocesi di Cesena-Sarsina. Centinaia i volontari che si sono messi a disposizione.

Alle 7.30 il volo dell’elicottero papale sui cieli della città è stato accolto da un lungo applauso. In piazza del Popolo presenti le autorità civili di tutta la Romagna. Presente anche il sindaco di Rimini Andrea Gnassi.

Dopo la piazza il trasferimento al Duomo con l’abbraccio dei cesenati affollati ai bordi della strade. In cattedrale l’incontro con la comunità diocesana, il saluto del vescovo Rigattieri. Presenti anche i vescovi della regione. Monsignor Lambiasi, Vescovo di Rimini, concelebrerà la funzione a Bologna.

“Testimoniare e annunciare il vangelo – ha detto il Pontefice – questo è l’impegno della comunità cristiana. Corresponsabilità è la parola chiave. Andare incontro ai fratelli. Le piaghe di Gesù sono visibili nei tanti che vivono ai margini, persone ferite, umiliate. Curando queste piaghe veniamo noi curati dalla misericordia di Dio e sperimentiamo la grazia. Da soli senza il Signore non possiamo fare niente. La preghiera è la forza della nostra missione. Nell’incontro con Gesù veniamo contagiati dal suo sguardo. Si tratta di recuperare la capacità di guardare. Fate la rivoluzione della tenerezza. I giovani sono parte viva della chiesa e possono comunicare la loro testimonianza, giovani apostoli dei giovani. La chiesa conta tanto su di loro. Bisogna avere il coraggio di incontrarli e ascoltarli e camminare con loro perché possano incontrare Cristo. E per spingere i giovani va ripristinato il dialogo tra i giovani e gli anziani, i nonni. La loro vocazione non va in pensione. I vecchi sognino e il sogno porterà avanti i giovani. Questo dialogo farà miracoli. Ad un giovane che non ha imparato ad accarezzare un anziano manca qualcosa. Ad un vecchio che non ha la pazienza di ascoltare un giovane manca qualcosa.

Per i genitori: dobbiamo lavorare perché i padri possano perdere tempo di giocare con i loro figli e non siano costretti a lavorare tanto da non potere vederli. Ai sacerdoti: a voi è affidato il mistero dell’incontro con Cristo. Non perdere la gioia di essere preti. Alle volte si trovano preti con la faccia di chi a colazione ha bevuto aceto e non latte e caffè. La gioia di finire la giornata stanchi e non avere bisogno delle pastiglie per dormire. Camminare insieme e quando ci sono incomprensioni se ne parla, ma mai le chiacchiere. Le chiacchiere distruggono un comunità. Sono un atto terroristico. Se hai problemi con tuo fratello vai a parlarne con lui se non hai coraggio morditi la lingua“.

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