CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

caldoNuovi invasi per lo stoccaggio dell’acqua piovana per garantire alle aziende agricole adeguate riserve idriche per l’irrigazione dei campi anche in caso di prolungata scarsità di precipitazioni, allontanando così lo spettro della siccità. Con l’estate 2017 appena messa alle spalle e che passerà agli annali come una delle più torride e avare di piogge di sempre, la Regione Emilia-Romagna investe sul potenziamento delle infrastrutture irrigue al servizio dell’agricoltura mettendo sul piatto 18 milioni di euro per incentivare la realizzazione e/o l’ampliamento di bacini di raccolta dell’’oro blu’ ad uso irriguo di piccole e medie dimensioni.

Lo fa attraverso due distinti bandi del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, rivolti rispettivamente a consorzi tra imprese agricole  e ai consorzi di bonifica. "I cambiamenti climatici - sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli - ci impongono di dare risposte strutturali sul piano dell’approvvigionamento idrico per mettere le nostre aziende in condizione di fronteggiare anche estati siccitose come quella appena trascorsa".

"A questo puntano i due bandi, che rappresentano solo uno dei tasselli di una più articolata politica di gestione delle risorse idriche in agricoltura all’insegna di un uso più efficiente e che fa leva sulla diffusione di innovative tecniche di irrigazione finalizzate al contenimento dei consumi e sul riciclo delle acque reflue. A ciò - prosegue l’assessore - va poi affiancato l’avvio di un confronto con i territori per rivedere il piano regionale di tutela delle acque, muovendo appunto dall’esigenza di realizzare nuovi invasi anche di grandi dimensioni".

romagnanoi

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