CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

Morena frulli21 dicembre 2017. Sono 1.500 le firme raccolte dalla petizione “IO FIRMO E TU” promossa dalle Federazioni Pubblico Impiego della CSU in difesa del contratto di lavoro e contro i prelievi forzosi applicati negli ultimi anni da diversi governi.  “Assistiamo da tempo – affermano le Federazioni dei dipendenti pubblici - ad un attacco quotidiano ai diritti del settore pubblico impiego: via via vengono colpiti diritti acquisiti dai contratti e attaccati anche aspetti normativi con una sempre maggiore richiesta di flessibilità, il più delle volte non motivata da reali esigenze, ma semplicemente come accanimento rispetto ad un settore che viene additato storicamente come male del paese quando invece, è proprio il caso di dirlo, ne rappresenta una delle parti sane, fornendo i servizi essenziali alla cittadinanza”.

“Inutile ripetere, tra l’altro, che la PA con i suoi quasi 4.000 salari ha rappresentato e rappresenta un importante ammortizzatore sociale per molte famiglie dove si sono persi posti di lavoro in altri settori in questi anni di crisi, e che tutte le manovre che vogliono colpire economicamente i dipendenti pubblici andranno inevitabilmente a ridurre la capacità di spesa delle famiglie, con un forte effetto negativo su una economia non proprio in salute”.

“Davvero non comprendiamo perché, - proseguono FPI-CDLS e FUPI-CSdL - anziché attaccare i tanti che in questa Repubblica non pagano le tasse e in alcuni casi portano discredito, vedasi la trasmissione Report dello scorso 11 dicembre, il Governo si accanisca nei confronti di chi invece le ha sempre pagate paventando riduzioni di spesa in salari e prevedendo nuova tassazione per chi, appunto, già contribuisce all’erario. Ricordiamo inoltre che dal 2009 - quando il Bilancio dello Stato era di circa 760 milioni di euro - ad oggi, c’è stata una riduzione della spesa pubblica del 24,17%; riteniamo quindi che con gli anni si sia già operata una Spending Review, e che operare ancora dei tagli significa incidere sulla qualità dei servizi e dell’intero tessuto economico del paese”.

In tale contesto martedì è stato firmato un accordo sulla formazione obbligatoria. “Anche qui fino all’ultimo – spiegano le due federazioni - è stato necessario rivedere il testo più volte affinché si arrivasse alla forma attuale. Le nostre Federazioni hanno chiesto e ottenuto, solo dopo varie insistenze, di modificare alcuni aspetti di tale accordo: inizialmente si prevedeva addirittura che parte delle ore di formazione non fossero recuperate. L‘ultima modifica è stata apportata proprio la mattina di martedì, quando dopo una prima sigla di altre parti, si è giunti alla versione definitiva e siglata da tutte le componenti.

“Tuttavia in tale situazione non ci pare appropriato cantare vittoria per un aspetto che in condizioni normali sarebbe ottimo. Tuttavia oggi le priorità sono altre, per questo motivo la nostre prime circa 1.500 firme rappresentano la prima di una serie di iniziative di una nuova stagione nella quale chiameremo i dipendenti PA ad essere sempre più partecipi”.

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