CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

soldi"Se il gas c'è San Marino lo avrà. Se il gas non c'è, il problema è di altra natura". È solo l'ultimo atto di una conferenza stampa nella quale il Segretario di Stato con delega ai servizi pubblici e vertici dell'Azienda dei Servizi spiegano la necessità di aggiornare al rialzo le bollette. I motivi sono ormai chiari alla luce dei mercati schizofrenici e della congiuntura internazionale.

Teodoro Lonfernini spiega che le richieste di adeguamento presentate dall'azienda sono per il gas del 104% per uso domestico, e del 120% per uso industriale e altri utilizzi. "Aumenti comunque inferiori rispetto ai vicini italiani ed europei, spiega SdS al Lavoro. Rispetto alle medie italiane le tariffe saranno inferiori del 22% e del 30% su mercato libero. Inferiori di 5 volte anche rispetto all' energia, per la quale l'aumento richiesto è del 136%, meno 57% rispetto all'Italia e zona euro, meno 30% sul mercato libero.

Aumenti non più rinviabili. Il mercato impazzito ha portato l'AASS a richiedere anche il passaggio dalla tariffa fissa e quella variabile, legata all'andamento dei prezzi. Finora aziende e cittadini sammarinesi, ha spiegato il direttore Raoul Chiaruzzi, hanno pagato meno della metà del costo reale, di cui si è fatta carico l'Azienda dei servizi, grazie anche alle operatività sul mercato, ma non ci mette al sicuro per prossimo anno. Lonfernini resta comunque ottimista, “Stiamo lavorando per superare anche questa situazione, così come successo per la pandemia”.

Il responsabile politico allontana ogni strumentalizzazione, ricordando come i prezzi siano stati fermi per 12 anni e facendo un appello agli utenti: "Si prospetta un inverno difficile meglio affrontarlo con comportamenti dei singoli nell'ottica del risparmio". Nel frattempo si lavora per una maggiore autonomia energetica: il fotovoltaico ha raggiunto il 5% dell'energia in territorio. "Nell'ultimo anno - prosegue Il direttore Chiaruzzi - le richieste di allaccio a sistemi a pannelli solari sono triplicate".

Nonostante il contratto finanziario siglato con tempismo prima della guerra, a prezzi calmierati, "Ora dobbiamo siglare un contratto per le forniture - aggiunge Francesco Raffaeli - e tutti quanti si sono tirati indietro. In questo momento non c'è nessuno che ci garantisce il gas per il prossimo anno, per cui si siamo accreditati come operatori che acquistano sul mercato. Una nuova sfida - chiosa il presidente AASS - ma porta a sconvolgimenti finanziari, con accordi di pagamento diversi.

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