CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

pensioni rimborsoLa previdenza integrativa continua a diffondersi tra gli italiani. E la pandemia non inverte il trend di crescita. Gli iscritti continuano ad aumentare e a fine 2021 hanno raggiunto quota 8,8 milioni, ossia il 3,9% in più rispetto al 2020. Il tasso di copertura è pari al 34,7% sul totale delle forze lavoro. È quanto emerge dalla Relazione annuale della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, secondo cui le posizioni in essere sono 9,7 milioni (inclusive di posizioni doppie o multiple, che fanno capo allo stesso iscritto). Per quanto riguarda l’offerta, alla fine dello scorso anno, i fondi pensione in Italia risultano 349: 33 fondi negoziali, 40 fondi aperti, 72 piani individuali pensionistici (Pip) e 204 fondi preesistenti. I fondi negoziali contano 3,4 milioni di iscritti, quasi 1,7 milioni sono gli iscritti ai fondi aperti e 3,4 milioni ai Pip nuovi, circa 620 mila sono gli iscritti ai fondi preesistenti. Tra gli iscritti prevalgono gli uomini (61,8%); il 50,3% degli aderenti ha tra i 35 e i 54 anni, il 31,9% è over 55. Le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari si attestano a 213,3 miliardi di euro (più 7,8% sul 2020): un ammontare pari al 12% del Pil e al 4,1% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. I contributi incassati nell’anno sono circa 17,6 miliardi di euro, tornando a crescere su livelli precedenti la pandemia.

Altra conferma riguarda i rendimenti dei fondi, che continuano a essere superiori alla rivalutazione del Tfr. Al netto dei costi di gestione e della fiscalità, sottolinea Covip, “i fondi negoziali e i fondi aperti hanno avuto in media un rendimento pari, rispettivamente, al 4,9% e al 6,4%; per i Pip ( Piani individuali pensionistici) il rendimento è stato dell’11%. Nello stesso periodo il Tfr si è rivalutato, al netto delle tasse, del 3,6%. Considerando gli ultimi 10 anni, il rendimento medio annuo dei fondi pensione negoziali è stato del 4,1%, quello dei fondi pensione aperti il 4,6% e quello dei Pip il 5%. Nello stesso periodo, la rivalutazione media annua del Tfr è stata dell’1,9%.

Il sistema dei fondi pensione, dunque, funziona. E sarà sempre più cruciale per integrare le future pensioni dei giovani che hanno percorsi lavorativi più precari e discontinui. Per sostenere la crescita del sistema, Covip suggerisce di riproporre il cosiddetto meccanismo di adesione per silenzio-assenso, utilizzato nel nostro Paese all’avvio della riforma del 2005-2007, e di proseguire nel percorso di crescita con incentivi mirati.

“L’efficacia di un nuovo semestre di silenzio-assenzio dipenderà dalle modalità della sua concreta realizzazione - sottolinea il presidente della Covip, Mario Padula -. Il sistema ha complessivamente confermato una sostanziale capacità di tenuta, con un incremento del numero delle adesioni e dei flussi contributivi e richieste di prestazioni in linea con gli anni precedenti”. Nella platea dei fondi pensione sono presenti prevalentemente uomini, di età matura, residenti nel Nord del Paese. “Donne, giovani, lavoratori delle aree meridionali - aggiunge Padula - continuano a essere in modo preoccupante più assenti dal settore della previdenza complementare; proprio quelle figure per le quali, appunto perché più fragili nelle loro condizioni di occupazione, è più urgente il bisogno anche di costruzione di un futuro previdenziale. Affrontare efficacemente tale tema è una priorità, per i fondi pensione e le parti sociali ma anche per il decisore politico”. Anche per questo, Covip ribadisce la necessità di “proseguire in un cammino di crescita” dei fondi pensione, “rivedendo in modo mirato il sistema degli incentivi, con l’obiettivo di rendere la previdenza complementare più accessibile, specie a quelle lavoratrici e quei lavoratori che si trovano in una condizione di maggiore marginalità rispetto al mercato del lavoro”.

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