CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

montanari luca29 novembre 2018. “Riequilibrare una Legge di Bilancio che chiede sacrifici solo a una parte del Paese e affermare la dignità del lavoro e il valore dei contratti”. Questo uno dei passaggi più salienti del messaggio di saluto che il segretario della CDLS, Gianluca Montanari, ha rivolto alla platea dei delegati del 19° congresso della CSdL riuniti questa mattina, giovedì 29 novembre, al Palace Hotel.

Ecco il testo integrale dell’intervento del segretario CDLS:

Siamo reduci da un decennio di crisi economico-finanziaria globale che anche a San Marino ha mietuto migliaia di posti di lavoro, ha provocato la chiusura di aziende, ha fatto crollare i consumi e percentuali di Pil. Una crisi economica ma anche diplomatico-reputazionale, che per molto tempo ci ha confinato nella famigerata black-list.

Un lungo percorso ad ostacoli che sembra non finire, vista l’attuale crisi bancaria con i nodi del recupero degli NPL e della liquidità degli istituti di credito. Una crisi, questa, che sta pesando in modo drammatico sul Bilancio dello Stato, che sta zavorrando le prospettive di rilancio del Paese, che sta seminando sfiducia e paura nei cittadini.

Una crisi che sembra portare i classici “nodi al pettine”, rendendo cioè inevitabile affrontare riforme da tempo annunciate ma mai realizzate. Mi riferisco al completamento della riforma Tributaria, alla riforma delle pensioni, all’introduzione del sistema Iva, alla riorganizzazione e ammodernamento dell’Amministrazione Pubblica.

Riforme annunciate e anche stavolta rinviate, obbligando le organizzazioni sindacali al solito confronto a tappe forzate di una Legge Finanziaria che punta a fare cassa seguendo la scorciatoia di presentare il conto ai lavoratori e ai pensionati. Una Finanziaria che non fa chiarezza sui numeri del dissesto di Cassa di Risparmio, non destina risorse a progetti di sviluppo, non contiene strumenti concreti nella lotta all’elusione e all’evasione fiscale.

E’ da qui che l’ultimo attivo dei delegati di CDLS e CSdL ha deciso di proclamare lo sciopero generale. Dall’esigenza di riequilibrare una Legge di Bilancio che chiede sacrifici solo a una parte del Paese, all’esigenza di affermare la dignità del lavoro e insieme il valore dei contratti.

Quarant’anni di azione unitaria hanno forgiato una CSU cha messo al centro la promozione e la tutela dei lavoratori. Questa è la nostra bussola e ancora una volta è bene chiarirlo: non siamo disponibili a farci arruolare nella curva dei tifosi del governo di turno e neppure in quella degli oppositori.

Così come è bene chiarire che la CSU non è il sindacato del No, della protesta fine a se stessa. Il mondo del lavoro più di una volta ha dato prova di essere disponibile a fare la propria parte per risanare i conti pubblici e far uscire il Paese dalle difficoltà, ma alla precisa condizione di saper trasformare il confronto in negoziato.
Il sindacato ha bisogno di interlocutori, non certo di nemici, mentre molto spesso la politica ha perso tantissimo tempo nello sterile esercizio di divedere il mondo in amici e nemici, abbassando nettamente il suo livello e spessore valoriale.
Per questo sono certo che anche stavolta, nel solco della nostra lunga storia unitaria, insieme alle inevitabili e doverose azioni di protesta sapremo indicare un orizzonte fatto di idee, progetti e proposte.

Quindi sono sicuro che dopo l’appuntamento congressuale le due confederazioni sapranno approfondire insieme le questioni più importanti: dalle pensioni al superamento della Monofase, dal risanamento del bilancio statale alle politiche del lavoro, fino al nodo banche.
L’impegno deve essere quello di delineare proposte e strategie in grado di avviare una seria stagione negoziale accompagnata da iniziative finalizzate alla riapertura dei tavoli contrattuali, a partire da quello del Pubblico Impiego, delle banche, edilizia e commercio.

Cari amici della CSdL, abbiamo il dovere di saper indicare un orizzonte di grande respiro perché il rilancio di San Marino è legato a doppio filo alla nostra volontà e capacità di aprirci al mondo esterno. Parlare di sviluppo oggi significa favorire la crescita dell’economia reale e tra queste c’è l’industria 4.0, ovvero la cosiddetta quarta rivoluzione industriale.

Nei prossimi anni infatti il piano di investimenti europei nell’industria digitale globale e nell’innovazione tecnologica è stimato attorno ai 1.300 miliardi. La Germania gioca un ruolo di capofila, con 45 miliardi di euro all’anno destinati alla svolta digitale-produttiva, mentre l’Italia ha già varato il cosiddetto piano “industria 4.0” che per il periodo 2017-2024 prevede 13 miliardi di stanziamenti pubblici. Una sfida che bussa anche alle porte di San Marino. La nostra Repubblica non può perdere altro tempo e con coraggio deve connettersi con questa gigantesca trasformazione.
La strada è obbligata: internazionalizzazione, riqualificazione e nuove competenze. Diventa così un passaggio decisivo avvicinare le imprese ai luoghi del sapere e dell’innovazione, per realizzare prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, che devono essere il faro del nuovo modello di sviluppo economico e occupazionale.


La strada della competenza, la strada della formazione: sono queste le chiavi per gestire l’impatto della transizione. Un impatto che provocherà l’estinzione di numerose figure professionali ma ne creerà di nuove. Un recente studio sostiene che il 65% dei bambini che oggi frequentano le elementari svolgerà un lavoro che attualmente non esiste.
Il movimento sindacale ha dunque il compito cruciale di difendere e insieme attrezzare i lavoratori di fronte ai vorticosi cambiamenti dell’innovazione.

Intrecciato a questo processo d’innovazione c’è il tema dell’integrazione con l’Europa. Oggi l’Unione Europea, nonostante i limiti e i ritardi del progetto originario, è l’unico livello di governo in cui è possibile provare ad attuare politiche per affrontare e governare i rischi, le sfide e le opportunità della globalizzazione. A partire da un’azione di controllo e contrasto del ruolo dominante delle multinazionali; per investire in una crescita sostenibile sul piano sociale e ambientale; per costruire un sistema di welfare per il XXI secolo; per giocare un ruolo nel mondo e contribuire alla costruzione di un nuovo ordine mondiale più equo e pacifico; per garantire la sicurezza dei cittadini rispetto alle sfide interne ed esterne e per stabilizzare e governare i flussi migratori senza abbandonare la tutela dei diritti umani e l’eliminazione della povertà.
Nessuno Stato membro da solo può farlo.

Va ripreso il cammino dell’unità politica su un terreno concreto.
Per creare risorse europee attraverso un piano di tassazione sulle transazioni finanziarie speculative, sui profitti digitali, sulle emissioni di CO2, riducendo quelle sul lavoro, per investire su crescita, occupazione e transizione ecologica. Per costruire una politica estera, di sicurezza e di difesa unica.

Il tema Europa tradotto all’interno della nostra statualità significa dare senso e significati all’accordo di associazione, percorso iniziato già da alcuni anni, che ha interessato governi diversi, ma che aldilà di estemporanee dichiarazioni nessuno conosce a che punto è arrivato, e neppure i dettagli del negoziato.

Questo stride con le ripetute aperture del Governo alla massima condivisione con i cittadini e le forze sociali. Uno stridore ancora più ingiustificato perché al progetto di associazione all’Unione Europea la CSU ha dato la propria condivisione. Non solo, ma ha contribuito con precise proposte sui vari temi ed in particolare sulla necessità di inserire nel negoziato la possibilità di aderire ai programmi comunitari. Il che significherebbe una positiva ricaduta sia sul mondo delle imprese, con strategie di innovazione produttiva e organizzativa; sia sui lavoratori in termini di formazione e crescita professionale.

Attendiamo dunque con fiducia di sederci attorno ad un tavolo per condividere con la Segreteria agli Esteri a che punto è il negoziato con l’Unione Europea.
Cari amici della Confederazione del Lavoro, sono 42 anni che camminiamo insieme. E “Insieme per” è lo slogan che fa da sfondo al vostro 19° congresso.
Insieme è sinonimo di unità, di volontà di collaborare per contribuire a rimuovere i macigni che stanno ostruendo la crescita della nostra Repubblica.
Insieme per andare lontano è l’augurio che rivolgo a voi tutti e alla Centrale Sindacale Unitaria. Buon Lavoro

Gianluca Montanari
Segretario Generale CDLS

 

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