CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

euro freccia5 giugno 2019 – “Prezzi alle stelle? I dati sugli aumenti dei prezzi dei generi alimentari sono reali”. Così la CSU replica al gruppo “La Sociale”che ha smentito le cifre diramate nei giorni scorsi. Cifre che indicavano a San Marino un aumento del 5,8% dei prezzi dei generi alimentari, contro l’1,5% registrato a Rimini. “I dati sono veri e ufficiali, sono quelli pubblicati dall'Ufficio di Statistica, e riflettono la media delle varie rilevazioni svolte”, afferma la Centrale Sindacale Unitaria sottolineando che “da tempo i dati vengono elaborati dall’ Ufficio di Statistica con le stesse modalità dell'ISTAT”.

In sostanza, “il paniere sammarinese è equivalente a quello italiano, pertanto ciò rende estremamente indicativo e verosimile mettere a confronto l’inflazione registrata a San Marino con le realtà territoriali italiane confinanti, anche su singole voci e categorie del paniere stesso. Chiunque è libero di verificare i dati pubblicati e chiedere all'Ufficio di Statistica eventuali ulteriori informazioni. Tale Ufficio effettua le rilevazioni sui prezzi tutti i mesi, in modo standardizzato ed in linea con le metodologie applicate in altri paesi; non accettiamo che, a priori, ne venga messo in discussione l’operato. A quanto ci risulta, l'incremento dei prezzi si deve in particolare ad alcune tipologie di prodotti, che hanno fatto balzare in alto il dato medio della componente relativa ai generi alimentari e bevande analcoliche.


Il fatto poi che il gruppo "La Sociale", continua la CSU, “sia virtuoso rispetto ai prezzi dei prodotti alimentari non cambia il dato generale a San Marino, dove esiste una molteplicità di punti vendita - supermercati ma anche piccoli negozi - distribuiti in tutti i nove castelli della Repubblica; ovvero, un preoccupante incremento complessivo dei generi alimentari

Com'è noto – conclude la Centrale Sindacale Unitaria – abbiamo inviato una seconda richiesta di incontro al Congresso di Stato e alle associazioni di categoria. Governo e USC sono le uniche che al momento non hanno risposto, mentre le altre - ANIS, OSLA, USOT e UNAS - hanno prontamente comunicato la loro disponibilità al confronto. Desta un certo rammarico e sconcerto constatare che il Governo continua a non essere interessato a confrontarsi su un problema reale che va a ridurre in maniera significativa il potere d'acquisto delle retribuzioni e dei redditi dei cittadini, mentre su altri tavoli negoziali si chiedono ulteriori tagli e sacrifici alla cittadinanza. La prossima settimana provvederemo a proporre un incontro alle parti che si sono rese disponibili ad affrontare la problematica”.

 

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