CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

copia di eurosciopero13 febbraio 2020. Il salario medio dei lavoratori in 6 Paesi dell’Unione europea, è inferiore oggi rispetto a dieci anni fa, mentre in altri 3, i salari sono stati praticamente congelati negli ultimi dieci anni. È il dato diramato dalla Confederazione europea dei sindacati (CES), sulla base di uno studio dell’Istituto europeo dei sindacati (Etui).Tra il 2010 e il 2019, considerati i gli adeguamenti all’inflazione e compresi i contributi previdenziali e le indennità salariali, i salari sono calati in Grecia (-15%), Cipro (-7%), Croazia (-5%), Spagna e Portogallo (-4%), Italia (-2%).

Sono invece rimasti praticamente “congelati” o con aumenti irrisori in Finlandia (+0,1%), Belgio (+1,5%), Paesi Bassi (+1,5%).

"Questa è la prova che la crisi non è finita in tutti i Paesi, e che anche quando c’è la ripresa economica i lavoratori non ne hanno benefici", ha denunciato il segretario generale della Confederazione europea dei sindacati, Luca Visentini, secondo cui questo è dovuto alle "misure di austerità che hanno smantellato i sistemi del salario minimo e delle contrattazioni collettive", aumentando al contrario le diseguaglianze.

Da qui la richiesta all’Ue di “promuovere aumenti salariali e un aumento del salario minimo, oltre che di sostenere una più forte contrattazione collettiva con i sindacati in quasi tutti gli Stati membri dell’Ue”. La CES aggiunge anche che “nelle economie a basso salario, anche grandi incrementi non sono stati sufficienti per garantire salari equi e dignitosi ai lavoratori in questi Paesi”.

 

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