CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

BANDIERE MONTANARISan Marino, 22 febbraio 2021. Sui 340 milioni di Titano Bond è scoppiata l’ennesima polemica: c’è chi esulta e chi invece parla di prestiti capestro. Per il segretario della CDLS, Gianluca Montanari, siamo di fronte “al solito polverone politico ad uso e consumo delle tifoserie di partito, un tasso di litigiosità che dura ormai da troppi anni e che non accenna a diminuire neppure dentro questa emergenza sanitaria e socioeconomica”.

Montanari, ma questi 340 milioni prestiti sono utili oppure no?
E’ bene che questi soldi siano arrivati, ma non c’è niente da festeggiare. C’è semmai da lavorare. Vanno cioè create tutte le opportunità economiche e di sviluppo per garantire il rimborso senza tagli a servizi e stato sociale. E’ il momento di rimboccarsi le maniche ed iniziare a ragionare di riforme strutturali che, sia chiaro, devono essere sostenibili e condivise. Sono arrivate le risorse economiche ma manca il progetto di sviluppo del Paese: il sindacato lo ha chiesto più volte al governo. Poi tutti sappiamo che una parte di queste risorse verranno utilizzate per ridare equilibrio e stabilità al sistema bancario. Non si può infatti parlare di progetto di rilancio del Paese senza aver prima consolidato e messo in sicurezza le fondamenta: ristrutturazione del sistema bancario, tempestività e certezza del diritto e revisione dell’impianto di norme e leggi in linea con gli standard dei Paesi più evoluti.

Segretario, la CDLS ha in più occasioni proposto una lista di interventi prioritari da affrontare, iniziando proprio dalla messa in sicurezza del sistema bancario.
Senza aver avviato una approfondita riflessione sul futuro delle banche, chi ci assicura che le stesse non saranno più la zavorra del bilancio pubblico? Non possiamo insomma sfuggire alla domanda: quando il sistema bancario tornerà ad essere stimolo e sostegno per la crescita economica e a produrre utili? In altre parole, temiamo che con parte delle risorse derivanti dai Titano Bond si cerchi di chiudere delle falle del sistema bancario invece di richiamare gli azionisti a far fronte alle indispensabili ricapitalizzazioni, in un contesto nel quale non si ha contezza del progetto del Governo. Questo scenario indefinito lascia in stato di grave incertezza sia i lavoratori occupati nel settore che la clientela.
Voglio essere chiaro: se una cospicua parte delle risorse derivanti dal prestito internazionale va a sostegno delle banche, questo deve essere visto come un investimento finanziario. Un intervento a favore delle banche deve cioè generare sviluppo economico, supportare nuovi investimenti produttivi e infrastrutturali, generare un positivo volano finanziario che consenta l’incremento degli utili e, di conseguenza, consentire il rimborso del degli aiuti economici pubblici concessi.

La CDLS si è fortemente impegnata riguardo alle archiviazione sul “Caso Titoli” e “Fondi Pensione”, ritiene la “questione giustizia” un elemento chiave del progetto di sviluppo del Paese?
I soggetti economici e finanziari che hanno intenzione di investire in un Paese tengono in considerazione vari elementi chiave prima di fare le loro scelte e il tema legato ad un sistema giudiziario efficiente, con leggi evolute e chiare, che preveda tempi certi negli iter giudiziari e certezza del diritto e delle pene, è indubbiamente uno degli aspetti che può fare di San Marino un Paese attrattivo per gli investitori. Le inspiegabili ed inaccettabili archiviazioni che hanno caratterizzato i due casi citati non possono che suscitare indignazione e sconcerto nella cittadinanza. Per questo motivo, e a difesa del superiore interesse collettivo, ho deciso di prendere carta e penna e scrivere al Governo chiedendo di presentare immediato ricorso contro le archiviazioni e per riaprire le indagini, approfondendo ed allargando il perimetro delle figure coinvolte, sia internamente che esternamente, sia in ambito economico-finanziario che politico. Questa sarà la cartina di tornasole per comprendere se da parte del Governo e della politica c’è una reale volontà di cambiamento e, finalmente, di fare giustizia rispetto a fatti ed atti che hanno portato il Paese in una situazione drammatica.

Segretario Montanari, lei ha sollevato recentemente il velo sulla problematica dei milionari crediti di imposta causati dai “saldi e stralci” di cui hanno beneficiato i grandi debitori delle banche.
Vede, esiste una commissione di nomina consiliare che deve verificare e valutare l’ammissibilità come credito di imposta delle transazioni a saldo e stralcio fatte dalle banche per chiudere le posizioni incagliate o a sofferenza della clientela. Questa prassi, che da un lato consente alle banche di recuperare una parte marginale dei crediti concessi, dall’altro lato incentiva i debitori a non onorare i loro impegni: a San Marino la differenza non recuperata dalle banche gli viene tramutata in credito di imposta, e quindi a carico della collettività. Noi chiediamo chiarezza e trasparenza, scriveremo al Governo affinché si sollevi il velo su quanto avvenuto anche per capire se qualcuno ha ottenuto indebiti vantaggi e, soprattutto, per verificare il corretto operato della commissione.

Sulla questione vaccini la CDLS ha parlato di ritardi inammissibili. Ritardi che sembrano ripresentarsi anche con la scelta di utilizzare lo Sputnik russo.
Guardi, al netto degli errori e delle sottovalutazioni del Governo e delle difficoltà di approvvigionamento globale, non è davvero tollerabile che uno Stato al centro del territorio italiano ed europeo venga abbandonato di fronte all’emergenza virus. Del resto il mancato avvio del piano vaccinale, in uno Stato dove ogni giorno transitano circa 6mila lavoratori frontalieri, è una vicenda davvero inspiegabile anche da un punto di vista di prevenzione sanitaria. Prevenzione che riguarda tutti: San Marino, Italia ed Europa.

Anche sul fronte Europa la situazione è in stallo, con l’accordo di associazione fermo ormai da anni. Al punto che, per uscire dall’impasse, il sindacato si è spinto a chiedere l’adesione all’UE. E’ così?
Se c’è una lezione che dobbiamo imparare da questa infinita emergenza pandemica è che nessuno si salva da solo. In un mondo sempre più connesso e interdipendente, la solitudine dei sovranismi è un vicolo cieco. Il rapporto con l’Europa è per noi parte integrante e fondamentale per il percorso di risanamento del Paese. E’ dunque necessario fare molto di più: San Marino si deve riposizionare con una nuova strategia per raggiungere l’accordo di associazione, approfondendo e valutando attentamente anche l’opzione dell’adesione. E’ necessario interloquire con Roma e Bruxelles per uscire dall’isolamento e avere la possibilità di entrare nei programmi connessi alla crescita dei Paesi Comunitari, occorre una cultura europeista soprattutto in politica, capace di guardare oltre i confini e le piccole convenienze di cortile. L’orizzonte europeo è necessario per rilanciare più velocemente la nostra economia, per attirare investimenti, creare lavoro, aumentare gli scambi commerciali, per offrire opportunità di crescita culturale e formativa ai nostri ragazzi. Insomma, l’Unione Europea è una comunità di destino anche per la nostra Repubblica. Per San Marino l’Europa non può essere una opzione, deve essere una scelta convinta e indispensabile.

(intrevista pubblicata dal  quotidiano Repubblica.sm sabato 20 febbraio)

 

 

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