CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

DISUGUALIANZE FBL'Oxfam (Oxford Committee for Famine Relief) ha  presentato il suo rapporto “Il virus della disuguaglianza – rimettere insieme un Mondo fatto a pezzi dal coronavirus attraverso un’economia equa, giusta e sostenibile”, nel quale si analizzano i dati relativi all’andamento delle disuguaglianze nel Mondo nel corso dell’anno 2020. Per la prima volta da quando sono state avviate le operazioni di raccolta dei dati, si registra una crescita delle disuguaglianze in tutti i Paesi del mondo in contemporanea, a causa dell’impatto della pandemia da coronavirus.

Riportiamo di seguito alcuni dei dati più significativi.

LE DISUGUALIANZE PRE-COVID

Allo scoppio dell’epidemia di covid-19, il mondo si presentava già afflitto da profonde disuguaglianze. Nonostante una crescita economica globale che ha visto complessivamente raddoppiato il prodotto interno lordo nel Mondo a partire dal 1990, la ricchezza prodotta ha ulteriormente inasprito le disuguaglianze precedenti: nel periodo 1980 – 2015, per ogni dollaro di crescita globale, l’1% più ricco ha infatti ricevuto per sé ben 27 centesimi. Il 50% della popolazione globale era costretta a vivere con meno di 5,5 dollari al giorno, e la condizione di povertà investiva la metà dei lavoratori globali.

Tra le ipotesi più accreditate per giustificare l’incremento delle disuguaglianze negli ultimi a partire dagli anni ‘80, occupano un ruolo di primo piano le politiche economiche che hanno privilegiato i più abbienti attraverso corposi tagli alle tasse sul patrimonio e sui profitti delle corporations; di contro, i più poveri hanno visto a più riprese l’imposizione di politiche di austerità, tradottesi in tagli al welfare e incremento della pressione fiscale sui redditi e sui beni di consumo.

Le disuguaglianze hanno inciso anche sulla disponibilità di strumenti di protezione allo scoppio della pandemia: tre miliardi di persone non avevano pieno accesso all’assistenza sanitaria e tre quarti dei lavoratori al mondo era priva di forme di sostegno al reddito in caso di disoccupazione o indennità da malattia.

L’IMPATTO DEL COVID

Non sorprenderà apprendere che la pandemia in corso ha ulteriormente ampliato il divario nella distribuzione della ricchezza tra (super)ricchi e poveri.

Nel corso del solo 2020, i 10 miliardari più ricchi al mondo hanno incrementato la loro ricchezza di un ammontare pari a coprire i costi della vaccinazione per tutti gli abitanti del globo e a prevenire che chiunque cada in condizioni di povertà mentre, complessivamente, la ricchezza dei miliardari globali ammonta ora a 11,95 mila miliardi, pari alla spesa sostenuta dai governi dei Paesi del G20 per far fronte all’impatto della pandemia.

I primi mille miliardari al mondo, inoltre, hanno impiegato solo 9 mesi a ritornare ai livelli di ricchezza prepandemici, un arco temporale decisamente inferiore ai cinque anni risultati necessari dopo la crisi del 2008.

Al contrario, la pandemia ha aumentato i poveri globali di un numero stimato tra i 200 e i 500 milioni di individui; alla fascia più povera della popolazione globale serviranno oltre 10 anni per ritornare ai livelli di ricchezza pre-pandemia, ridotti a 3 – secondo le stime della Banca Mondiale – in caso di interventi immediati e significativi da parte dei governi.

Le difformità nell’impatto del covid non si sono limitate alla ricchezza: sul fronte sanitario, la mortalità da covid si è rivelata significativamente più alta nelle fasce più povere della popolazione; per quanto concerne l’istruzione, la chiusura delle scuole, che ha interessato oltre 1,7 miliardi di bambini e giovani, ha comportato la perdita media di oltre quattro mesi di scuola nei Paesi più poveri contro le sei settimane dei Paesi più ricchi.

Il numero di persone che soffrono la fame salirà inoltre dell’82% in un solo anno, portandosi a 270 milioni di individui secondo la stima del World Food Programme – WFP.

DOPO LA PANDEMIA

La crisi in corso pare aver inciso profondamente sulle posizioni dell’opinione pubblica in relazione al tema delle disuguaglianze: è aumentata la consapevolezza delle distorsioni e delle fragilità presenti in seno al nostro sistema socio-economico, e con questa la domanda per cambiamenti profondi.

Nel rapporto, Oxfam traccia un manifesto in 5 punti per dare vita ad un Mondo meno diseguale:

1. prendere in considerazione, oltre al Pil, altri indicatori e priorità, tra cui la riduzione delle disuguaglianze, la sostenibilità ambientale, il miglioramento della qualità della vita, l’inclusione delle minoranze marginalizzate;

2. investire nel welfare pubblico e nella rete di protezione sociale, in particolar modo nel comparto sanitario, rispetto al quale la pandemia ha reso evidente la necessità di ulteriori sforzi per non lasciare escluso nessuno;

3. tutelare i diritti umani, rafforzare i diritti dei lavoratori e garantire loro salari adeguati, incrementare i profili di responsabilità sociale delle imprese portando la pressione fiscale a livelli più giusti;

4. incrementare l’equità dei dei sistemi fiscali, accentuandone la progressività, eliminando i paradisi fiscali e introducendo un prelievo una tantum sui profitti extra realizzati durante la pandemia;

5. adottare immediatamente le misure necessarie per contenere il riscaldamento climatico del pianeta entro l’1,5°C come previsto dagli accordi di Parigi.

Leggi il RAPPORTO OXFAM INTEGRALE 

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