CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

palazzo smSan Marino 4 gennaio 2022. “Se non si condividono gli obiettivi con i lavoratori e il Sindacato, le modifiche alla PA non possono funzionare. Questo metodo decisionista e unilaterale del Governo continua a porre una emergenza democratica”. Commentano così le Federazioni Pubblico Impiego della CSU l’uscita del Decreto n. 213 del 30 dicembre 2021, che apporta diverse modifiche al nuovo fabbisogno della PA da poco approvato (Legge 188/2011 e al Decreto n. 162/2021).

“Non si condivide – sottolineano FUPI-CSdL e FPI-CDLS - l’urgenza di emettere un Decreto proprio alla fine dell’anno senza nemmeno avviare un confronto degno di questo nome; alcuni interventi erano stati solo parzialmente enunciati, e non si è mai ragionato entrando nei dettagli, men che meno si è lavorato su una bozza. Solamente oggi, dopo che è stato emesso il provvedimento, è stata convocata una riunione per discutere delle modifiche apportate”.


Sono interventi che cambiano la struttura e l’organizzazione della PA di diversi Uffici che operano già oggi in difficoltà. In particolare prevedono: l'accorpamento della Segreteria Istituzionale e della Segreteria Esecutiva; il progressivo accentramento delle attività della gestione del personale; trasferimenti di competenze fra Ufficio Attività di Controllo, Ufficio del Lavoro e Ufficio Attività Economiche, Avvocatura dello Stato, Protezione Civile, Ufficio Pianificazione Territoriale e Ufficio del Turismo; la creazione di una nuova figura professionale di Posizione Organizzativa con incarico triennale deciso dal Dirigente, che andrà progressivamente a sostituire i Responsabili Unità Operative.


“Occorre condividere gli obiettivi – continuano le Federazioni Pubblico Impiego - che si intendono perseguire insieme ai lavoratori, che sono i primi che devono recepirli e metterli in pratica, e alle parti Sindacali, che possono dare il loro contributo per migliorare le norme. in assenza di tutto questo diventa difficile immaginare che tutto ciò possa funzionare. Si dirà che c’è tempo per il confronto, che il Decreto deve essere portato in ratifica e che si può modificare; si dirà che il personale non perderà nulla, ma noi diciamo ai signori del Governo che non è questo il modo di considerare la Pubblica Amministrazione e le parti sociali”. E ancora: “Non si può nemmeno accampare la scusa dell’emergenza sanitaria, qui c’è invece una emergenza democratica. È una politica che non intende spiegare preventivamente cosa vuole fare, che non è capace di coinvolgere e motivare le persone. Una politica che non riesce a capire che le scorciatoie e i metodi unilaterali e decisionisti non portano buoni risultati”.

Speriamo di sbagliarci, concludono, “ci auguriamo vivamente che si possa aprire una stagione di condivisione dei provvedimenti che dovremo adottare a breve, in primis quello sul precariato, e che consenta il rinnovo del contratto di lavoro del settore Pubblico Allargato, da troppi anni scaduto.Dobbiamo lavorare tutti per una pax sociale, tutelando la nostra piccola comunità, anziché mostrare i muscoli e soffiare sul fuoco del conflitto o alimentare la protesta.

 

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