CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

POSTE 1San Marino, 12 Gennaio 2021. Le Federazioni Pubblico Impiego della CSdL e della CDLS, in previsione della seduta della III Commissione Consiliare Permanente Finanze che si terrà domani, giovedì 13 Gennaio., desiderano ancora una volta stigmatizzare l’iter che ha portato di fatto alla privatizzazione del Settore Poste e sottolineano il grandissimo valore della Legge abrogativa di iniziativa popolare finalizzata alla “Internalizzazione di Poste S.p.A. nella Pubblica Amministrazione” che – supportata da oltre 1.200 firme di cittadine e cittadini sammarinesi- verrà esaminata in sede referente nel corso della Commissione Finanze.

Sono passati ormai 10 anni da quando il Governo di allora decise con un articolo inserito nella Legge Finanziaria 2013, nonostante la contrarietà della Centrale Sindacale Unitaria, di trasformare il Settore Poste - che era parte della Pubblica Amministrazione – prima in Ente e poi, subito dopo, in S.p.A. La motivazione ufficiale, che appariva già ai tempi molto labile e pretestuosa, era quella di avere una struttura di tipo privatistico indispensabile per implementare innovativi servizi anche di tipo finanziario. Dopo un decennio dobbiamo constatare che sia dei servizi finanziari che degli altri innovativi servizi non c’è traccia, in questi anni non è stata fatta alcuna verifica sugli obiettivi che avevano giustificato la trasformazione in S.p.A.: l’unica cosa che si è rilevata in questi anni è stata la crescita dei costi relativi al C.d.A., al Collegio Sindacale e della Direzione.

A fine 2019 il Comitato “Pro-Poste” ha attivato una raccolta di firme tra la cittadinanza per presentare una proposta di Legge abrogativa di iniziativa popolare finalizzata alla “Internalizzazione di Poste S.p.A. nella Pubblica Amministrazione”: cinque semplici articoli che ripristinavano lo status di Poste quale settore della PA prima della sua trasformazione in S.p.A.. Oltre 1.200 cittadini sottoscrissero la proposta di Legge popolare che fu depositata nel Febbraio del 2020 ed ottenne anche il convinto appoggio di una parte della politica. Nel giugno del 2020 la proposta popolare fu assegnata alla III Commissione Consiliare Permanente Finanze in sede referente e da quel momento in poi silenzio assoluto fino ad oggi.

Nel frattempo il Governo e la Direzione di Poste S.p.A. si sono comportati come se tale proposta di Legge non esistesse, pur essendo la stessa giacente e dimenticata in attesa di esame della III Commissione, continuando a proporre contratti di lavoro di diritto privato ed intervenendo con ulteriori passaggi fortemente criticati dal sindacato come il recentissimo trasferimento dell’U.O. Filatelico e Numismatico in Poste S.p.A. e la modifica dello Statuto di Poste S.p.A. nel vano tentativo di trovare una motivazione per il mantenimento dello status privatistico, del C.d.A. e della Direzione di tale entità.

Nonostante il profondo rosso del bilancio 2021 di Poste S.p.A., pari a 750.000 Euro e ad una previsione di perdita per il 2022 di oltre 400.000 Euro, il Governo insiste nel perseguire il progetto di S.p.A. e invece di ammettere e correggere la scelta sbagliata fatta a suo tempo, trasferisce in Poste l’U.O. Filatelico e Numismatico che apporta al Bilancio dello Stato diverse centinaia di migliaia di Euro di utile. Il tutto con l’evidente obiettivo di fare apparire il prossimo bilancio di Poste in utile, giustificando così una scelta fallimentare, creando i presupposti per lo spacchettamento e la privatizzazione di altri servizi della Pubblica Amministrazione e dando la possibilità alla Direzione di gestire in piena libertà le assunzioni e le condizioni di lavoro senza le garanzie date dall’ambito pubblico.

Le Federazioni Pubblico Impiego di CSdL e CDLS invitano tutte le forze politiche - ed in particolare, a rispetto delle posizioni pubbliche tenute nel recente passato, quelle che hanno condiviso e supportato tale Legge di iniziativa popolare - a dimostrare nei fatti la loro coerenza esprimendo il loro consenso alla Legge che internalizza Poste S.p.A. nella Pubblica Amministrazione ponendo fine una volta per tutte a questo progetto non più sostenibile.

 

Le Federazioni Pubblico Impiego della CSdL e della CDLS

 

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