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spazio NasaMentre ci guardiamo intorno nell'Universo alla ricerca di nuovi pianeti abitabili o ci prepariamo ad aprire miniere sulla Luna o a vivere su Marte, diventa sempre più cruciale capire come sta la nostra Terra, capire sempre meglio anche i suoi processi ambientali. Acquisire dallo spazio dati mai avuti prima del nostro pianeta è l'obiettivo che l'Agenzia Spaziale Italiana vuole raggiungere con la missione Prisma, pronta a partire il 15 marzo prossimo dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana francese, quando in Italia sarà notte e l'orologio segnerà le 02:50. Una missione guidata dall'Asi che porterà in orbita una cordata hi-tech tutta italiana (VIDEO).

Prisma fornirà nuove conoscenze grazie allo strumento iperspettrale operativo più potente al mondo e rappresenta anche la prima missione dell'Asi tutta italiana e 'chiavi in mano'. Prisma "è il risultato di un gioco di squadra, di un team tutto italiano costituito dalla OHB Italia che si è occupata della realizzazione del satellite, e del sistema relativo al satellite, e da Leonardo che ha prodotto la strumentazione elettro-ottica, cioè lo strumento che permette di acquisire le informazioni della Terra" scandisce intervistato dall'AdnKronos Roberto Formaro dell'Agenzia Spaziale Italiana, Responsabile della missione Prisma.

"L'Italia ha investito 126 milioni di euro, inclusi i costi per il lancio" per la missione Prisma. Insomma, prosegue l'ingegnere che all'Asi guida l'Unità Tecnologia e Ingegneria, "avremo una missione realizzata da italiani, con un satellito italiano che è primo in Europa e che viene lanciato con il lanciatore Vega dell'ESA realizzato dall'italiana Avio, a Colleferro", alle porte di Roma. Nel progetto Prisma è italiano anche il centro di controllo della missione realizzato da Telespazio, joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%), mentre l’acquisizione e l’elaborazione dei dati avverrà dal Centro Spaziale di Matera.

Quello che fa di Prisma una missione quasi unica al mondo e unica in Europa è la tecnologia iperspettrale. "Quello che Leonardo ha realizzato per la missione Prisma è lo strumento ottico iperspettrale più potente al mondo" spiega Enrico Suetta, Responsabile sistemi elettro-ottici spaziali di Leonardo. "Questo significa che Prisma sarà in grado non solo di catturare immagini della Terra ma anche di eseguire un'analisi chimico fisica di quanto osservato, di leggere cioè una sorta di 'impronta digitale' della superficie terrestre" spiega ancora Suetta che sottolinea: "Per realizzare questa meraviglia tecnologica, in Leonardo circa un centinaio di persone ha lavorato per oltre 10 anni vincendo numerose sfide progettuali e tecnologiche".

Prisma sarà anche come una 'sentinella' vigile degli effetti dell'attività umana sugli ecosistemi, aiutando a realizzare per esempio un'agricoltura più sostenibile. "Attraverso l'esame della quantità di azoto nell'acqua, Prisma permetterà di tarare l'erogazione dei fertilizzanti organici in modo da non lasciare residui di azoto o di nitrati che vanno ad inquinare le acque che anche noi beviamo" argomenta Giancarlo Varacalli dell'Agenzia Spaziale Italiana, Responsabile di Sistema di Prisma.

Uno degli obiettivi della missione dell'Asi è che Prisma diventi un nuovo strumento anche per gestire le crisi umanitarie o i disastri naturali. Tra le varie applicazioni di Prisma, che è per ora un dimostratore, Luigi Ansalone, Responsabile integrazione e test di Prisma dell'Asi, segnala, fra gli esempi, che "la Protezione Civile potrà usare i dati del satellite Prisma per prevenire le catastrofi naturali e per supportare la gestione del rischio". "Prisma aiuterà sicuramente per il rischio sismico" aggiunge.

Ed è ormai tutto pronto ormai anche alla base spaziale di Matera dell'Asi che si sta preparando per accogliere i dati che Prisma invierà dallo spazio. "Oggi abbiamo la possibilità di avere una nostra missione che ci permetterà di produrre nuovi dati e produrre nuovi servizi", quindi, "è un nuovo mondo che si apre per le aziende italiane" e presto "anche per gli operatori europei" conclude Formaro.

AdnKronos

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