CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

statua libertaPrima una lettera alla Segreteria degli insegnanti delle elementari, ora dalle parole ai fatti. Gli insegnanti sammarinesi sono scesi in piazza, in concomitanza con i lavori del Congresso di stato. Un passaparola non ufficiale, rivolto a tutti coloro che operano nelle scuole di ogni ordine e grado di San Marino.

Poco più di un centinaio, si sono ritrovati dalle 9 su Piazza della libertà allo slogan "Il futuro si gioca a scuola" "Qualità è tempo, cura didattica...futuro".
Per protestare contro il decreto scuola che prevede un riordino del settore: chiedono di “non considerare solo i numeri” in un settore importante come quello educativo e sollecitano “una legge specifica di riferimento”.

Gli insegnanti delle Elementari sammarinesi criticano il decreto scuola per il prossimo anno che prevede tagli al personale docente in un’ottica di cambiamento dei rapporti numerici insegnanti/studenti e la conseguente attuazione di ciò che il decreto chiama: “classi aperte”.

"Modalità applicata non senza disagi - scrivono gli insegnanti delle elementari - e che causerà una difformità di trattamento fra classi che avranno due insegnanti, come è stato finora, e classi che avranno un’organizzazione diversa ancora da definire e per decreto affidata al Dirigente".

Il corpo docente si chiede il motivo di intervenire con tagli del personale e cambi dei rapporti numerici, senza una legge di riferimento. "Le leggi - dicono - non solo servono a regolamentare, ma altresì tutelano i cittadini, a maggior ragione se si agisce in un ambito in cui l’utenza è costituita da minori".

"Si comprende che lo Stato voglia perseguire la razionalizzazione delle risorse e il risparmio, ma in un settore come la scuola, considerare solo i numeri e operare per decreto è una scelta che non condividiamo, proprio perché non è tesa alla tutela del futuro dei nostri studenti".

SAN MARINO RTV

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