CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese
Ottava edizione del Rapporto statistico a cura dell’ufficio Studi e Formazione della CDLS

San Marino, 14 Marzo 2003

Occupazione: pur confermando il trend di crescita, il 2002 ha fatto registrare percentualmente la crescita più bassa degli ultimi anni.

E’ questa la novità più importante dell’ottava edizione del Rapporto sull’occupazione del settore privato curato da Giorgio Busignani e Leo Marino Ceccoli dell’Ufficio Studi e Formazione della Confederazione Democratica.

Ecco le cifre: i posti di lavoro al netto delle uscite per pensionamenti sono aumentati di 309 unità, si tratta di un incremento di circa il 50% inferiore alla media degli ultimi anni e, in termini percentuali, rappresenta addirittura il peggior risultato degli ultimi 15 anni. Nel dettaglio, il flusso occupazionale interno (sammarinesi e residenti) nel corso del 2002 è aumentato di 143 unità, ma con sole 204 unità in più sono i frontalieri a segnare la crescita più piccola dal 1996.

“Si tratta di numeri – spiega Giorgio Busignani, responsabile dell’Ufficio Studi e Formazione della CDLS – che, inevitabilmente, seminano interrogativi sul futuro: si è conclusa la fase di forte espansione economica o si tratta di un episodio? E’ lungo questo crinale che si sviluppa la fotografia statistica del 2002 e la lettura di grafici e tabelle innescano varie riflessioni sulle possibili cause di questi dati ‘fuori trend’. Certamente si può affermare che l’instabilità politica e la crisi della finanza pubblica hanno alimentato un clima di depressione economica e, contemporaneamente, l’aumento del lavoro atipico insieme alla ridotta attività della Commissione Collocamento sono le cause della minor crescita occupazionale”.

Analizzando più da vicino la dinamica occupazionale, balza all’occhio la perdita di occupati che si è verificata nei settori più tradizionali dell’economia sammarinese.

Il comparto manifatturiero, dopo un lunghissimo periodo di espansione con oltre 200 addetti in più all’anno, mette a segno un valore negativo. Infatti, gli occupati dell’industria diminuiscono in quasi tutti i comparti: tessile, metalmeccanico e chimico. Il saldo complessivo è di 50 unità in meno, pari ad un decremento dello 0,8%. Il segno più è invece presente nei settori del commercio e trasporti, rispettivamente con un più 3,2% e un più 1,7%. Va però tenuto presente che durante il 2001 i due settori avevano evidenziato una significativa frenata della crescita, in particolare il commercio si era lasciato alle spalle anni di aumenti occupazionali a doppia cifra.

Anche per il settore bancario e finanziario il 2002 è stato sotto tono, con uno sviluppo occupazionale dimezzato. I servizi invece aumentano di quasi 250 dipendenti e la base occupazionale supera quota 2mila unità. “Più in generale – sottolinea Giorgio Busignani – si può affermare che i flussi occupazionali si dirigono per la stragrande maggioranza nel settore del terziario, il quale già dal prossimo anno potrebbe diventare il settore prevalente, mettendo a segno uno storico sorpasso sul comparto industriale”.

Osservando infine le dinamiche interne al mercato occupazionale, il rapporto dell’Ufficio Studi e Formazione della CDLS evidenzia questi numeri: a fronte di una richiesta media annua di 253 diplomati, l’offerta interna contribuisce per il 55%; nel caso dei laureati la “copertura” interna è invece pari al 57,5%.

Per quanto riguarda le professionalità, la domanda di operai (al netto dei pensionamenti) viene coperta dall’offerta interna solamente per il 10%, mentre la richiesta di mansioni impiegatizie generiche è soddisfatta dai residenti per la quasi totalità. Per le professionalità impiegatizie più qualificate invece l’ingresso di di frontalieri è ancora molto significativa.
 

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