CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese
San Marino, 18 Marzo 2003

Sindacato sotto tiro.
E’ davvero una strana stagione politica quella che sta vivendo la Repubblica di San Marino: le più importanti riforme sono ferme da anni, i conti pubblici navigano in cattive acque, le forze politiche sono in perenne fibrillazione, i governi cadono a ripetizione, le liste dei disoccupati si allungano di giorno in giorno ma l’hobby più diffuso del momento è quello di sparare contro il sindacato.
Davvero non si capisce quale oscura ragione spinga autorevoli e meno autorevoli personaggi politici a occuparsi così intensamente di 0,40, contratti, mercato del lavoro, frontalieri solo per addossare alle organizzazioni sindacali chissà quali colpe.

O forse si capisce fin troppo bene: è un modo come un altro per dirottare altrove le lacune, i difetti, i vizi e le debolezze di un mondo politico che da anni è sull’orlo di una crisi di nervi. E in questa situazione prevale purtroppo la confusione, la ricerca spasmodica del consenso, la logica del si salvi (la poltrona) chi può, della critica facile facile.


Così nel mirino finisce il sindacato e la tormentata stagione dei rinnovi contrattuali. E’ allora necessario ribadire che sia il contratto dell’Industria e Artigianato sia il contratto del Pubblico Impiego sono stati approvati a maggioranza dai lavoratori interessati. Così come non guasta ricordare che un rinnovo contrattuale non è mai un atto unilaterale, il sindacato cioè non firma da solo i verbali di accordo. Nessuno poi si nasconde che entrambi i contratti sono figli di questa stagione di crisi economica, politica e istituzionale che sta attraversando la Repubblica e che tutti, ma proprio tutti, hanno il dovere di capire e risolvere. A partire da chi siede sugli scranni del Consiglio Grande e Generale grazie alla fiducia dei cittadini elettori. Il gioco dello scarica barile e del tiro al sindacato non funziona e non serve a nessuno, tanto meno al futuro del nostro Paese. Se poi entriamo nel merito, è fin troppo facile scoprire quanta demagogia sta dietro alle critiche e alle accuse di questi giorni.

Il contratto Industria e Artigianato ad esempio non contiene nessuna norma che introduce il tempo indeterminato per i permessi di lavoro dei lavoratori frontalieri, ma prevede una commissione che dovrà regolamentare meglio questi tipi di contratti. La novità di questa contratto è semmai l’introduzione di nuove tutele sociali a sostegno della famiglia. Chi grida "al lupo al lupo" o è disinformato o è in malafede.

Stessa musica se ci spostiamo sul fronte del contratto dell’Amministrazione Pubblica. Dopo anni di precariato si è finalmente sottoscritto un accordo che riconosce a centinaia di lavoratori sammarinesi e residenti il diritto di un posto di lavoro stabile e si prevedono corsie preferenziali per chi ancora opera con contratti a tempo determinato. Dov’è insomma lo scandalo? Non va infine dimenticato che questo contratto pubblico, dopo decenni di chiacchiere, ha finalmente posto con chiarezza le basi per avviare una delle riforme più attese dall’intera società sammarinese: quella della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione.

Il movimento sindacale è dunque fortemente impegnato sulla strada della tutela e della difesa dei diritti di chi lavora. Lasciamo ad altri la voglia della polemica fine a se stessa, magari accompagnata dalla facile abitudine di lanciare sentenze.
 

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