CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese
Replica del vice segretario della Confederazione Democratica Gian Carlo FELICI (nella foto)

San Marino, 18 Aprile 2003

“Siamo al solito muro del pianto”.
Non usa giri di parole il vice segretario della Confederazione Democratica, Gian Carlo FELICI, nel replicare all’Osla. All’indomani dell’accordo sulla stabilizzazione dei precari pubblici, l’associazione di categoria ha infatti definito sconcertante quell’accordo, perché si va a “inglobare nuovi stipendiati” nella Pubblica Amministrazione.

“Niente di più strampalato – afferma il vice segretario della CDLS – in quanto nella lista degli stabilizzati ci sono lavoratori che sono in servizio da sette-otto anni, per non parlare poi di coloro che da un decennio lavoravano nella P.A. Come si fa dunque a parlare di nuovi stipendiati? O, peggio ancora, sostenere che la soluzione del precariato andrà a gravare sulla spesa pubblica e sul sistema previdenziale? Più semplicemente, anche grazie ai sacrifici economici che tutti i dipendenti pubblici si sono assunti con l’ultimo contratto, si è finalmente riconosciuto un sacrosanto diritto a tanti cittadini sammarinesi che da anni lavoravano nella precarietà ”.

“Il fatto è – continua Gian Carlo FELICI - che nel panorama economico sammarinese l’Osla ormai sembra distinguersi nella pura difesa di piccoli e grandi privilegi di un passato che non c’è più, sembra voler giocare un ruolo di assoluta retroguardia. Siamo insomma al solito muro del pianto, alla polemichetta contro i precari, mentre il sistema turistico e commerciale ha bisogno di ben altro, ossia di più cultura imprenditoriale, di nuove idee e di grandi progetti”.

Quindi il vice segretario della Confederazione Democratica invita l’Organizzazione del Lavoro Autonomo a smetterla con la logica del lamento infinito: “E’ incredibile continuare a sostenere che le aziende private sono costrette ad assumere sempre di più personale frontaliero. Tra i miei impegni sindacali c’è anche quello di membro della Commissione di Collocamento e allora ricordo all’Osla che nelle liste di disoccupazione sono parcheggiati la bellezza di 600 sammarinesi. Perché non vengono assunti?

Cosa costringe gli imprenditori a scegliere personale frontaliero? O magari ingaggiare, attraverso le agenzie interinali, lavoratori usa e getta? Basta raccontare favole. E basta anche – conclude il vice segretario Gian Carlo Felici - con la demagogia e il vittimismo sui problemi fiscali e previdenziali. Il deficit miliardario dei fondi pensionistici dei lavoratori autonomi è anche figlio di certe furbizie. Mi riferisco a tanti commercianti, albergatori e artigiani che hanno trasformato la loro licenza in Srl e figurando poi come dipendenti della società hanno smesso di versare i loro contributi nel fondo dei lavoratori autonomi.

Certamente sono maturi i tempi per una riforma strutturale del nostro sistema pensionistico, ma non si può pretendere che sia lo Stato, cioè tutti i cittadini di questa Repubblica, a ripianare i debiti previdenziali di alcune categorie. A meno che, dopo anni di defiscalizzazioni e crediti agevolati, l’Osla non dica chiaro e tondo che gli imprenditori vogliono continuare a privatizzare i profitti, socializzando naturalmente le perdite”.
 

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