CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

Accordo bilaterale nel mirino di due giuristi
San Marino, 7 Luglio 2003

Una secca bocciatura alla doppia tassazione dei redditi frontalieri è emersa da un convegno di esperti che si è svolto lo scorso 27 Giugno a San Leo.

Stando al resoconto pubblicato dal settimanale economico Fixing due giuristi, Marco Greggi, ricercatore dell’università di Ferrara, e Adriano Di Pietro, docente di diritto tributario dell’ateneo di Bologna, hanno sollevato pesanti perplessità sulla legittimità del doppio prelievo fiscale previsto dalla Convenzione italo-sammarinese del 21 Marzo 2002, al punto che il settimanale sammarinese ha titolato senza indugi: “Frontalierato: tassazione illegittima per l’Ue e il diritto europeo”.

Marco Greggi, scrive sempre Fixing, “ha parlato senza mezzi termini di tassazione ambigua ed orchestrata in maniera talmente arzigogolata da rischiare in continuazione di scadere in principi di doppia imposizione. Di tassazione, inoltre, che suscita forti dubbi di legittimità per il suo palese contrasto con i principi fondamentali del diritto comunitario tributario, fonte interpretativa vincolante per il giudice italiano, come appurato da una recente sentenza della Corte di Cassazione, la 5768 dell’8 maggio 2000.

Inoltre, ha sottolineato Greggi la disciplina fiscale applicata ai redditi di lavoro transfrontaliero è in odore di illegittimità anche in rapporto al diritto europeo, vista la sua contrarietà al divieto di discriminazione che costituisce uno dei punti-chiave della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo”.

Non cambia il parere espresso da Adriano Di Pietro, che così ha risposto ad una domanda del vice segretario della CDLS, Giorgio Felici, anche lui presente ai lavori del convengo di San Leo, relativa a possibili difese giuridiche che il lavoratore frontaliere potrebbe mettere in atto contro questa discriminazione fiscale.

“Per il contrasto - è stata la risposta del docente universitario – con il diritto comunitario tributario il lavoratore potrebbe adire la giustizia tributaria italiana. Per la violazione del diritto europeo si potrebbe ricorrere alla Corte di Strasburgo, ma solo dopo aver esperito tutti i gradi della giurisdizione nazionale. Non è da escludere il ricorso diretto, invece, per la violazione da parte sammarinese degli obblighi di parità di trattamento internazionale, quale l’Accordo di cooperazione commerciale ed unione doganale tra San Marino e l’Unione Europea”.

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