CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

Il bollettino statistica registra in ottobre dati più bassi che in Italia, mentre i canoni di affitto sammarinesi aumentano di più.

San Marino, 29 gennaio 2004

L’inflazione a San Marino è più bassa che in Italia. A dirlo è il Bollettino di statistica dell’Ufficio di Programmazione Economica aggiornato al mese di ottobre del 2003. Ma i conti non tornano.

Stando ai numeri dell’ufficio statale, lo scorso mese di ottobre il costo della vita all’ombra delle tre Torri ha fatto registrare un 1,8%, contro il 2,1% delle vicina Rimini.

“Nel giro di due mesi è successo un mezzo miracolo: sul Titano sembra sparito il carovita”, afferma Stefano Zonzini, dirigente CDLS e membro della commissione prezzi.
Zonzini ricorda che lo stesso Ufficio di Programmazione Economica “aveva rilevato che nel mese di settembre la variazione generale dei prezzi era stata del 2,19%, con la tendenza prevista per fine anno del 3%, e che nei mesi estivi del 2003 il carovita si era fatto parecchio sentire: alla voce ‘generi alimentari’ si registravano infatti aumenti del 3% in luglio, del 6% in agosto e dell’8% in settembre. Ora le nuove cifre ci parlano di un miracoloso raffreddamento della dinamica inflattiva”.

Archiviata, dunque, l’estate nera dei prezzi sammarinesi?
“Il problema - continua Stefano Zonzini - è che anche a San Marino le rilevazioni ufficiali fanno riferimento al contestatissimo paniere dell’Istat, considerato da tutte le associazioni dei consumatori inadeguato a fotografare il reale andamento dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L’unico dato certo su cui fare riferimento è quello contenuto nel decreto di fine anno, assolutamente inopportuno per il sindacato, sulla rivalutazione dei canoni di affitto. E anche qui le sorprese non mancano. Gli indici Istat sulla rivalutazione monetaria dei canoni di affitto aggiornati al dicembre 2003 indicano un aumento del 2,3%, mentre il decreto del Congresso di Stato ha applicato un aumento del 2,5%. Come mai questa differenza? Differenza che diventa ancora più stridente in relazione al dato ufficiale dell’Ufficio di Programmazione, che attesta in ottobre l’inflazione sammarinese all’1,8%”.

“Siamo insomma di fronte - conclude il dirigente della CDLS - a un balletto di cifre che non convincono, mentre resta nel cassetto la proposta di riformare la Commissione Prezzi presieduta dal Segretario di Stato al Commercio. Un organismo che resta senza reali poteri e precisi compiti di controllo sull’andamento dei prezzi di largo consumo”.

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