CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

Riunita la Segreteria della CSU

San Marino, 8 Ottobre 2002


La Segreteria della CSU, riunitasi nel pomeriggio di lunedì 7 ottobre, ha espresso un giudizio di profonda insoddisfazione verso l'operato del Governo.
L'ultima circostanza in ordine di tempo che ha confermato l'assenza di una reale volontà riformatrice del Governo è stato l'incontro del 4 ottobre scorso sul mercato del lavoro.
Il documento illustrato in quell'occasione dall'Esecutivo contiene alcuni spunti condivisibili, ma si ferma alle analisi del mondo del lavoro, senza contenere proposte precise per regolamentare le forme di lavoro atipico e superare le condizioni di precarietà che gravano su diverse migliaia di lavoratori occupati nel paese.

Il Sindacato, che da molti anni rivendica l'affermazione di un quadro di diritti e di certezze per tutti i lavoratori, non può assolutamente accettare questo ulteriore atteggiamento dilatorio nei confronti delle gravi problematiche del mondo del lavoro, le quali si stanno aggravando di giorno in giorno; occorre quindi intervenire tempestivamente realizzando un quadro di regole che faccia uscire i lavoratori dalle condizioni di precarietà e affermi il pieno rispetto dei diritti e della legalità.

A questo proposito, nella giornata di oggi il Sindacato ha inviato al Governo una lettera in cui si sottolinea come il confronto dovrà proseguire con la presentazione, da parte della Segreteria competente, di un progetto articolato che rappresenti lo sviluppo del documento di orientamenti già elaborato e recepisca le posizioni sindacali. Ciò, senza ulteriori indugi o esasperate mediazioni tra le parti.

Parimenti, la CSU non può accettare che l'Esecutivo continui a non consentire la conclusione dei contratti di lavoro della Pubblica Amministrazione e dell'AASP, a due anni dalla loro scadenza. La CSU ribadisce che il risanamento del paese si realizza attraverso un progetto di ampio respiro che abbia al centro l'equità e le pari opportunità, e non certo con tagli indiscriminati e/o diminuendo il potere d'acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, che non hanno per nulla concorso al dissesto finanziario che si è creato, anzi hanno sempre sostenuto lo stato sociale di questo paese.

La Centrale Sindacale Unitaria considera negativamente anche la risposta non favorevole data dal Governo alla richiesta di svolgere un confronto preventivo sul documento economico 2003, al fine di realizzare un progetto partecipato e condiviso fin dalla sua costruzione. La scelta annunciata dal Governo è stata quella di discuterlo all'interno dei partiti, e solo dopo averlo elaborato sottoporlo al confronto con il Sindacato.

In questo contesto, la CSU respinge fin d'ora ipotesi - al centro di alcune indiscrezioni - che vorrebbero il dimezzamento della percentuale di esenzione (21%) dell'imponibile dall'Imposta Generale dei Redditi dei lavoratori dipendenti ("spese per produzione reddito"). Se il documento economico 2003 contenesse scelte di questa natura o in generale misure penalizzanti per i lavoratori e i pensionati, con ripercussioni negative sullo stato sociale e sui servizi, incontrerà la più ferma opposizione delle organizzazioni sindacali. Ad aggravare ulteriormente questo quadro, va registrato il fatto che rispetto all'agenda dei temi concordati alla fine di agosto, il confronto con il Governo è già fermo, dal momento che con la delegazione del Congresso di Stato non è stato possibile fissare altri incontri.

Sul complesso delle problematiche di contenzioso aperte con il Congresso di Stato, la Segreteria CSU rivendica da parte del Governo una netta inversione di rotta. In caso contrario, il Sindacato non potrà che dare avvio ad una fase di forte mobilitazione, che preveda anche lo svolgimento dello sciopero generale.

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