CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

Intervento del segretario della Confederazione Democratica Marco BECCARI

San Marino, 18 Ottobre 2002

In nome della riduzione dei costi della P.A. il Governo comincia a mandare a casa i precari, mentre la trattativa sul contratto non fa passi in avanti. Si tratta dei primi effetti della Delibera del 2 settembre, che ha bloccato alcune sostituzioni e alcune coperture di posti vacanti in servizi essenziali dell’Amministrazione Pubblica (scuola e la sanità in primis).
"Mandando a casa - afferma il segretario generale della CDLS, Marco Beccari- alcuni dipendenti che da anni prestano la loro opera in servizi essenziali della macchina statale, il Governo lancia dunque un segnale preciso: il confronto con il sindacato non ci interessa, la Pubblica Amministrazione si cambia a colpi di delibere. Tutto questo alla vigilia del ciclo di assemblee, si comincia lunedì 21 ottobre, che le due Federazioni del Pubblico Impiego hanno programmato con tutti i dipendenti dell’Amministrazione per presentare iniziative di lotta finalizzate ad accelerare la chiusura del contratto di lavoro scaduto oramai da due anni".

"E’ bene allora ricordare - continua il segretario della Confederazione Democratica - che la piattaforma contrattuale del sindacato chiede al Governo di sciogliere il nodo del precariato con un provvedimento di stabilizzazione dei rapporti di lavoro, partendo dal criterio dell’anzianità di servizio. Al contrario, con la Delibera del 2 settembre il Congresso di Stato ha scavalcato il confronto preferendo licenziare a casaccio, con il risultato di far ricadere i costi del risanamento economico sul mondo del lavoro dipendente e nello stesso tempo provocare forti disagi nell’erogazione dei servizi pubblici. Disagi che, tra l’altro, provocheranno nuove spese e costi aggiuntivi per le casse dello Stato, alla faccia di una gestione meno sprecona della macchina statale".

Il segretario Beccari ricorda inoltre che Lunedì prossimo è in calendario un incontro con una delegazione del Congresso di Stato per discutere delle problematiche dell’Istituto Sicurezza Sociale e di ipotesi di accorpamenti degli uffici della Pubblica Amministrazione: "Ancora una volta siamo di fronte a un modo sbagliato di procedere, perché da tempo il sindacato ripete che in questa fase è urgente chiudere il contratto e insieme definire precise linee guida per avviare una seria e generale riorganizzazione degli uffici pubblici. Procedere invece con piani settoriali, con provvedimenti unilaterali, con tagli e con riduzioni del personale si rischia solamente di inasprire il conflitto sociale senza centrare l’obiettivo del risanamento economico. Diventa a questo punto inutile ribadire la nostra disponibilità alla concertazione con un Esecutivo che usa metodi unilaterali e tenta di risolvere i problemi in modo settoriale, mettendo il sindacato e i lavoratori sempre di fronte al fatto compiuto".

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