CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

FLI/CSU - Federazione Lavoratori Industria

San Marino, 22 Ottobre 2002

Scatta giovedì 24 ottobre, con uno sciopero dell'intera giornata dei lavoratori di tutte le aziende dei settori dell'industria e dell'artigianato, la grande fase di mobilitazione proclamata dalla FLI, che prevede lo svolgimento di 72 ore di astensione dal lavoro (compreso un nuovo sciopero generale per giovedì 7 novembre) a sostegno del rinnovo del contratto di lavoro, scaduto alla fine dello scorso anno.
Mobilitazione confermata ieri dall'attivo generale dei rappresentati sindacali della FLI, riunitisi in gruppi per predisporre al meglio l'iniziativa di lotta di giovedì, in cui sono previsti presidi in tutte le zone industriali e artigianali della Repubblica.

Obiettivo di questa prima giornata di sciopero, è quello di dare un forte segnale di compattezza e determinazione dei lavoratori dell'industria e dell'artigianato, in lotta per raggiungere sollecitamente un giusto rinnovo contrattuale. Un segnale per indurre l'ANIS ad abbandonare gli atteggiamenti provocatori e di chiusura che ha finora assunto al tavolo contrattuale, opponendosi in maniera pregiudiziale alle richieste sindacali, volte in modo particolare a regolamentare il mercato del lavoro, per risolvere le sempre più diffuse e ingiustificate situazioni di precarietà e negazione dei più elementari diritti contrattuali, e ad introdurre adeguate norme a sostegno della famiglia.

La FLI rivolge un appello a tutti i lavoratori affinché partecipino numerosi alla astensione dal lavoro e alle iniziative di presidio delle zone industriali. Partecipare allo sciopero è fondamentale: sono in gioco diritti fondamentali che - se non raggiunti - possono determinare un generale arretramento dei diritti dell'insieme dei lavoratori, e trasformare il mercato del lavoro in un una vera e propria giungla senza regole e forme di protezione sociale.

Occorre infatti respingere con estrema determinazione l'obiettivo di fondo dell'ANIS, che è quello di avere le mani completamente libere nella "gestione" dei lavoratori, con la pretesa di ampliare i già elevatissimi livelli di flessibilità e discrezionalità di cui gli imprenditori già oggi dispongono.

F.L.I. - C.S.U.

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