CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

San Marino, 5 Novembre 2002

Con due emendamenti alla legge Finanziaria, sia le forze di maggioranza sia quelle di opposizione chiedono una nuova proroga fiscale per i lavoratori frontalieri.
Questo il testo dei due emendamenti presentati dagli onorevoli Gambini, Mazzarello, Gasperoni, Pinotti, Bielli, Burlando, Labate, Rognoni (opposizione) e Giorgetti, Bornacin, La Russa, Scajola (maggioranza):
“Per l’anno 2003, i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all’estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato sono esclusi dalla base imponibile; i precettori di suddetti redditi non possono in alcun caso essere considerati fiscalmente a carico e, se richiedono prestazioni sociali agevolate alla pubblica amministrazione, sono comunque tenuti a dichiararli all’ufficio erogatore della prestazione, ai fini della valutazione della propria situazione economica”.

Per il vice segretario della CDLS, Giorgio Felici, “siamo di fronte a una comune volontà politica di evitare brutte sorprese ai lavoratori italiani occupati a San Marino e l’auspicio è quello che la proroga alla doppia tassazione venga accolta entro il mese di novembre, evitando così, come è avvenuto durante le scorse leggi Finanziarie, votazioni in extremis che hanno lasciato nell’incertezza fiscale migliaia di frontalieri”.

Il vice segretario della Confederazione Democratica sottolinea inoltre che “questo segnale di collaborazione tra i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione possa continuare anche nella definizione dell’abbattimento dell’aliquota fiscale da versare allo Stato Italiano, come è previsto dall’accordo bilaterale italo-sammarinese sulle doppie imposizioni”.
“E’ chiaro
– conclude Giorgio Felici - che la proroga alla doppia tassa resta un obiettivo transitorio e che gli oltre cinquemila lavoratori italiani occupati in Repubblica attendono ancora una soluzione definitiva e soprattutto equa alla vicenda della doppia tassazione. In ballo c’è infatti la percentuale di abbattimento fiscale che dovrà essere fissata dal Parlamento italiano con una legge ordinaria, abbattimento che la CDLS auspica superiore a quel 65 per cento indicato dal testo di accordo bilaterale”.

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