CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

Mercato del lavoro.

Fissate una serie di regole che disciplinano i rapporti tra lavoratori e imprese con l’obiettivo di ridurre la precarietà.
Le assunzioni a tempo determinato sono possibili nel caso di esigenze produttive legate a un aumento temporaneo di lavoro o particolari commesse; per attività o servizi di carattere stagionale e per sostituzioni di personale assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro.
L’azienda è obbligata a comunicare al sindacato e all’associazione di categoria interessata l’avvenuta assunzione a tempo determinato entro 5 giorni dall’inizio del rapporto e i lavoratori dovranno essere informati sui rischi per la sicurezza e salute in base alla legge n° 31 del febbraio 1998. I lavoratori assunti a tempo determinato hanno il diritto di precedenza nel caso di nuove assunzioni decise dall’azienda per la medesima qualifica e mansione. Nel caso in cui il datore di lavoro non intenda rinnovare o prorogare questo tipo di contratto è tenuto a darne comunicazione al lavoratore almeno 10 giorni prima del termine del rapporto di lavoro. Lo stesso lavoratore non potrà rimanere assunto a tempo determinato nella stessa impresa per una durata superiore a 9 mesi, con una possibilità di proroga di 3 mesi.
Il contratto a tempo determinato può essere rinnovato solo due volte nell’arco dei complessivi 12 mesi. Dopo la conclusione di un rapporto a tempo determinato, con o senza rinnovi o proroga, devono trascorrere almeno 3 mesi per la stipula di un ulteriore contratto a termine. Nel caso in cui il lavoratore, passati i 12 mesi, continui a prestare la sua opera presso la stessa azienda senza che sia intervenuto il previsto accordo fra le parti per il superamento del limite massimo, il contratto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato. Le aziende che svolgono attività di carattere stagionale possono assumere lavoratori a tempo determinato per di consulenza e collaborazione sono svolti senza vincolo di subordinazione a favore di una determinata azienda, nel quadro di un rapporto prevalentemente personale senza impiego di mezzi organizzati e con compenso stabilito. In attesa di una precisa regolamentazione, queste prestazioni sono ammesse con queste caratteristiche: forma scritta del contratto; durata fino a due anni, contratto rinnovabile per un terzo anno; non inserimento del consulente nel normale ciclo produttivo aziendale (operaio, impiegato d’ordine o di concetto, commesso…); indicazione nel contratto dei motivi che possono giustificare la cessazione anticipata del rapporto; invio in copia per raccomandata del contratto all’Ispettorato del Lavoro, all’ISS e all’Ufficio Tributario prima dell’inizio del rapporto di collaborazione; obbligo assicurativo contro il rischio infortunistico. L’ispettorato è tenuto alla redazione di un registro di tutti i contratti, anche su supporto informatico, contenente dati relativi alla ditta contraente, al consulente, alle prestazioni oggetto del contratto, alla sua durata e all’entità del compenso. Copia di tale registro aggiornato sarà messa a disposizione dei Commissari della Commissione di Collocamento. Da parte dell’Ispettorato del Lavoro sarà redatta una relazione sui contratti stipulati e sui controlli effettuati, che sarà inviata mensilmente alla Commissione di Collocamento, al sindacato e alle associazioni imprenditoriali. L’inosservanza delle disposizioni previste per legge e dal presente accordo, oltre ad essere soggetta alle sanzioni contemplate dalla normativa in materia di lavoro subordinato, provoca la decadenza del contratto.
Per quanto riguarda la materia distacchi di lavoratori forensi, il datore di lavoro sammarinese potrà ricorrere alla procedura del distacco solo dopo aver preventivamente verificato se vi siano, in primo luogo, lavoratori sammarinesi o residenti iscritti nelle liste di collocamento, e successivamente frontalieri già occupati a San Marino nella lista da istituirsi, aventi le medesime qualifiche e professionalità richieste. Il primo periodo di distacco potrà avere una durata massima di 6 mesi. L’azienda è tenuta a comunicare al sindacato e alle associazioni di categoria interessate l’avvenuto distacco. Le aziende sono poi tenute a trasmettere all’Ufficio Contributi dell’ISS il formulario I/SMAR 1 previsto dalla Commissione italo-sammarinese in materia di sicurezza sociale. L’Ufficio del Lavoro è tenuto a richiedere copia del libretto di lavoro e delle buste paga dei lavoratori distaccati. L’utilizzo del lavoro interinale deve essere finalizzato al reperimento di manodopera a fronte di esigenze impellenti e improvvise. Le aziende fornitrici di servizi di lavoro interinale devono essere di diritto sammarinese e devono avere ottenuto apposta autorizzazione dalle autorità competenti e versato deposito cauzionale o fideiussione per garantire il pagamento dei crediti ai lavoratori. Si potrà ricorrere a questo tipo di rapporto di lavoro nei seguenti casi: utilizzazione temporanea di personale da adibire a qualifiche non previste dai normali assetti produttivi aziendali; esecuzione di un’attività o di un servizio predefinito nel tempo e che abbia carattere temporaneo; attività o servizi di carattere stagionale. E’ necessaria la stipula di un contratto scritto fra impresa fornitrice e impresa utilizzatrice in cui devono essere definiti il numero dei lavoratori e le relative mansioni, il luogo e l’orario di lavoro, il trattamento economico e normativo, la data di inizio e quella in cui terminerà il contratto. Il lavoratore interinale può essere assunto a tempo determinato, con durata corrispondente al periodo di lavoro presso l’azienda utilizzatrice, o a tempo indeterminato. Una parte dei lavoratori interinali deve essere assunta direttamente dall’azienda fornitrice, mentre una percentuale massima del 25% rispetto agli assunti può essere distaccata da altra azienda fornitrice anche di diritto non sammarinese. I lavoratori a tempo determinato o interinali non possono nel loro insieme superare nelle aziende utilizzatrici un limite di presenza massima del 25% rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato e a tempo determinato stabilmente operanti. Le aziende utilizzatrici possono avvalersi del lavoratore temporaneo per la durata massima di 9 mesi nell’arco di un anno. L’assunzione di lavoratori interinali forensi sarà consentita solo quando non siano disponibili ad impegni temporanei o non siano presenti nella lista speciale lavoratori forensi che hanno perso il posto di lavoro a San Marino con qualifiche adeguate. La retribuzione del lavoratore interinale assunto a San Marino non può scendere al di sotto del minimo territoriale del contratto collettivo generale del settore industria, mentre si farà riferimento per il trattamento normativo al contratto applicato dall’azienda utilizzatrice. Il lavoratore interinale distaccato deve essere un lavoratore subordinato. Il lavoro interinale non potrà essere utilizzato per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero o presso unità produttive nella quali si sia proceduto, entro 12 mesi precedenti, a licenziamenti collettivi o abbiano in corso trattamenti di Cassa Integrazione Guadagni. I lavoratori interinali potranno essere utilizzati nel rispetto del calendario delle festività sammarinesi e dell’orario di lavoro. Il lavoratore interinale forense non può in nessuna forma essere stabilizzato presso l’azienda utilizzatrice. Le aziende che non hanno presentato l’apposito documento in materia di sicurezza sul luogo di lavoro non possono utilizzare lavoratori interinali.
L’azienda utilizzatrice deve comunicare entro al sindacato e all’associazione di categoria interessata l’impiego di lavoratori interinali entro 5 giorni dal loro inserimento nel processo produttivo. Si concorda infine di istituire una commissione che affronti i problemi dei lavoratori frontalieri. La commissione, composta da governo, sindacato ed imprenditori, ha tempo 12 mesi per avanzare proposte finalizzate ad una graduale stabilizzazione dei frontalieri. Nel frattempo per i lavoratori frontalieri aventi un’anzianità di servizio consecutivo presso la stressa azienda di almeno 48 mesi la Commissione di Collocamento procederà al rinnovo automatico dei nulla osta di lavoro. La durata di questi permessi non sarà inferiore a 18 mesi. Nel caso in cui l’azienda non intenda richiedere il rinnovo del permesso di lavoro per i frontalieri vengono fissati questi periodi di preavviso: almeno 3 mesi prima della scadenza per coloro che hanno un’anzianità di servizio di 2 anni presso la stessa azienda, almeno 4 mesi per chi ha una anzianità superiore a 2 anni e almeno di 6 mesi per chi vanta un’anzianità superiore a 6 anni. Nel caso in cui l’azienda non intenda richiedere il rinnovo del permesso per i frontalieri con almeno 48 mesi di anzianità di servizio consecutivo presso la stessa azienda, il datore di lavoro trasmetterà la comunicazione prevista al punto precedente anche al sindacato e all’associazione di categoria interessata. Entro 15 giorni successivi le parti, a richiesta, si incontreranno per verificare la validità delle motivazioni che hanno dato luogo al non rinnovo. A fronte di un non accordo fra le parti sarà attivata la Commissione Permanente Conciliativa per un ulteriore tentativo di componimento della vertenza. Nel caso in cui il datore di lavoro non richieda il rinnovo di un lavoratore frontaliero con contratto a termine, la Commissione di Collocamento non concederà per 6 mesi successivi autorizzazione per l’assunzione di nuovi lavoratori frontalieri per analoghe mansioni. Nell’eventualità di licenziamenti collettivi, il frontaliero coinvolto in tale procedura, a seguito di specifico accordo sulla mobilità, entro 15 giorni dalla firma dell’accordo dovrà iscriversi nella speciale lista (vedi punto seguente) e nel contempo potrà beneficiare di 3 mesi di CIG, prorogabili di altri 2 mesi. Al termine del periodo indicato, il lavoratore cesserà ogni rapporto con l’azienda di provenienza. Verrà istituita una lista di lavoratori frontalieri già occupati a San Marino con una anzianità di lavoro di almeno 24 mesi, riconoscendo loro la priorità rispetto all’assunzione di altri lavoratori forensi con pari professionalità. Passati 12 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro e nel caso in cui non si sia trovata una nuova occupazione, il lavoratore verrà cancellato dalla lista.


Interventi normativi a sostegno della famiglia.

Si concorda di istituire entro 60 giorni una Commissione apposita composta da governo, sindacato e imprese che entro un anno dovrà rivedere l’insieme degli strumenti previsti dall’ordinamento sammarinese e proporre nuove misure normative tenendo conto che le novità presenti nelle legislazioni europee sui congedi parentali rappresentano un valido termine di riferimento. Finora si concorda quanto segue.

Gravidanza e puerperio.

Fermo restando il periodo massimo indennizzabile di 150 giorni per gravidanza e puerperio, la madre lavoratrice potrà posticipare la decorrenza di tale periodo fino a 30 giorni prima della data presunta del parto, purché la struttura sanitaria preposta lo ritenga compatibile con la tipologia dell’attività lavorativa svolta. Qualora sopraggiunga il decesso o una grave infermità della madre oppure l’abbandono del figlio da parte della stessa, il padre avrà il diritto ad assentarsi dal lavoro fino a 90 giorni dopo il parto. Durante tale periodo il lavoratore percepirà un trattamento economico equivalente a quello previsto per il puerperio.

Aspettativa post partum.

La lavoratrice ha il diritto di assentarsi dal lavoro fino a quando il figlio ha raggiunto i 18 mesi d’età. Durante tale periodo la lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto di lavoro. Tale periodo di aspettativa non è computabile ai fini del trattamento di quiescenza, della carriera né a ciascun altro fine economico od istituto contrattuale. Alla lavoratrice verrà corrisposta un’indennità per ogni giornata lavorativa pari al 30% della retribuzione netta giornaliera fino al raggiungimento dell’anno di vita del bambino e pari al 20% per i restanti 6 mesi. L’indennità economica del 20% viene sospesa dal momento dell’ingresso del bambino all’asilo nido. L’aspettativa post partum con relative indennità sarà estesa anche alle lavoratrice iscritte alle lista di mobilità. Queste disposizioni, prima di essere applicate, dovranno essere recepite preventivamente da apposita legge, che verrà presentata all’esame del Consiglio Grande e Generale entro 8 mesi dalla firma del presente contratto.

Congedi parentali.

Entrambi i genitori alternativamente, nel caso di malattia di figli di età inferiore a 8 anni, hanno diritto ad usufruire di 5 giorni di permessi non retribuiti all’anno. In caso di malattia di un figlio con età inferiore a 3 anni, è consentito ad uno dei genitori di assentarsi dal lavoro per l’intera durata della malattia, senza retribuzione. Ai fini della fruizione del congedo la lavoratrice ed il lavoratore sono tenuti a presentare una dichiarazione che attesti che l’altro genitore non sia in astensione dal lavoro negli stessi giorni e per il medesimo motivo. La malattia del figlio in età inferiore a 8 anni che dia luogo a ricovero ospedaliero interrompe l’eventuale periodo di ferie di cui usufruisce il genitore. La malattia del figlio deve risultare da apposito certificato medico.

Part-time.

I lavoratori a tempo indeterminato avranno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale o ad orari flessibili compatibili con l’organizzazione del lavoro, per assistere a familiari non autosufficienti entro il 2° grado di parentela o il 1° grado di affinità ed i conviventi. A tal fine il lavoratore dovrà presentare apposito certificato rilasciato dalle strutture socio-sanitarie che documenti la necessità di assistenza continuativa. Il diritto alla trasformazione del lavoro a tempo parziale è garantito anche ad uno dei genitori con almeno 3 figli di età inferiore a 11 anni.

Aspettativa per gravi esigenze familiari.

I lavoratori a tempo indeterminato avranno diritto ad usufruire fino ad un massimo di 2 anni di aspettativa per assistere familiari non autosufficienti entro il 2° grado di parentela e il 1° grado di affinità ed i conviventi. Per accedere a questo tipo di aspettativa il lavoratore dovrà presentare apposito certificato rilasciato dalle strutture socio-sanitarie.

(segue)

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